Voci dalla fonte. Un entroterra in movimento        

Voci dalla fonte. Un entroterra in movimento        


di Federica Caddeu, Archivio storico “Donatella Turtura” – FLAI CGIL

Partecipare alla Summer School Voci dalla fonte. Un entroterra in movimento, tenutasi dal 28 al 30 agosto 2026 tra Rionero in Vulture, Venosa e Monticchio Bagni, nella duplice veste di archivista della FLAI CGIL e di studentessa, è stata un’esperienza di profondo valore politico, umano e professionale.

Nato nel 2023 dall’Associazione Terra Amara come indagine storica sui fenomeni di migrazione e mobilità nel Novecento, il progettoentroTERRA adotta gli strumenti della public history per ridare centralità a territori e comunità marginalizzati dalla “Storia”. Attraverso la memoria orale e il racconto delle pratiche collettive, il percorso punta a riscattare dall’isolamento le aree interne della Basilicata nord-occidentale, dimostrando come questo territorio non sia mai stato una periferia passiva, ma un vivo crocevia di lavoro e lotte sociali. L’edizione 2026, realizzata in collaborazione con FLAI CGIL,  AISO e UNIBAS, ha messo al centro la mobilità dei braccianti di ieri e degli lavoratori agricoli di oggi, il contrasto al caporalato e le mobilitazioni sindacali per il diritto al lavoro, coinvolgendo una comunità mobile temporanea di studenti, ricercatori, formatori, cittadini e attivisti della FLAI CGIL, tra cui la Segretaria Nazionale Silvia Guaraldi, i capi dipartimento nazionali Matteo Bellegoni e Silvia Cicerchia, insieme al Segretario Regionale Vincenzo Pellegrino e alla Segretaria organizzativa Principia Iacoviello della FLAI Basilicata.

Prima dell’arrivo sul territorio, il percorso si è aperto con un ciclo di lezioni e webinar preparatori erogati dai partner di progetto e mediati da Terra Amara. Sul campo, i lavori si sono aperti a Rionero in Vulture con le relazioni di Lidia Piccioni sulla storia orale, di Michele Colucci sulle mobilità tra zone appenniniche e pianure meridionali e l’analisi di Donato Di Sanzo sugli storici “Accordi di Lavello” del 1989 e sulla lotta al caporalato nel Vulture-Melfese.

Nel pomeriggio, il trasferimento a Venosa ha segnato il momento di maggior impatto emotivo e metodologico con la visita alla mostra fotografica dedicata a Rocco Girasole, bracciante ventenne ucciso dalla polizia il 13 gennaio 1956 durante uno sciopero a rovescio. In questa storica forma di protesta, disoccupati e lavoratori non incrociavano le braccia, ma si mettevano spontaneamente al lavoro per eseguire opere di pubblica utilità rivendicando con la forza dei fatti il diritto al lavoro. A Venosa, trecento braccianti stavano liberando dal fango una strada del paese per chiederne poi il pagamento al Comune, prima che la carica delle forze dell’ordine spezzasse la mobilitazione causando la morte di Girasole e il ferimento di altri cinque lavoratori. Diffuso fino agli anni ’50, lo sciopero a rovescio rappresenta una pratica ripresa tutt’oggi dalla FLAI, come negli esempi di Torretta Antonacci e Borgo Mezzanone nell’estate del 2025.

Ricordare il sacrificio di Rocco Girasole attraverso le immagini della mostra ha gettato una luce vivida sulle attività successive svolte nella giornata. Affiancati dagli esperti di AISO, abbiamo raccolto le testimonianze orali dei braccianti di ieri e dei lavoratori di oggi per mettere a confronto forme di sfruttamento, tutele e percorsi migratori stagionali nel corso del tempo. Subito dopo, la FLAI CGIL ha coinvolto l’intero gruppo nell’attività del Sindacato di Strada: andare direttamente nei luoghi di lavoro e di aggregazione dei lavoratori significa trasformare la memoria storica in azione concreta, informando su contratti, diritti e tutele, e creando così un filo diretto tra il passato delle lotte bracciantili e il presente dell’azione sindacale. La giornata si è poi conclusa a Palazzo Ducale con la presentazione del volume di Michele Colucci dedicato a Giuseppe Di Vittorio.

La seconda giornata a Monticchio Bagni si è articolata tra il walking tour legato ai progetti del PNRR Borghi, nuove sessioni di interviste e approfondimenti storici di Alessandro Agosta e Simone Colangelo sulla colonizzazione marchigiana della zona del primo Novecento e l’intervento di Donato Perrotta sulle sfide nel fare ricerca sociale sui lavoratori migranti e sul caporalato nelle campagne del Vulture-Alto Bradano. La sera, a Rionero, l’incontro sul libro di Giovanni Ferrarese sul caporalato, che ha visto anche il contributo della Segretaria Nazionale Silvia Guaraldi, ha introdotto un momento di socialità con la manifestazione Briganti o Migranti, prima della tavola rotonda conclusiva della domenica ai Giardini di Palazzo Fortunato.

Questa Summer School dimostra come la storia orale e le interviste raccolte sul campo, lo studio delle carte d’archivio — a partire da quelle dell’Archivio storico “Donatella Turtura” — e la pratica del Sindacato di Strada non siano elementi distinti, ma strumenti complementari di lotta e di emancipazione. Attraverso la convergenza di queste pratiche è possibile decostruire le retoriche dominanti, ridare valore alle storie rimosse e riscrivere una narrazione collettiva che non serve a contemplare il passato, ma a fornire gli strumenti per continuare a lottare nel presente. 

Il lavoro nei campi e la tutela dei lavoratori restano le direttrici fondamentali per emancipare le aree interne. Queste terre non sono mai state periferie: sono laboratori permanenti di dignità, diritti e partecipazione collettiva.

Didascalia foto: Archivio storico “Donatella Turtura” – FLAI CGIL, Archivio fotografico, Federbraccianti. Fondo fotografico, 4. Manifestazioni, 14. Basilicata, b. 29, fasc. 18 [Sciopero generale unitario e manifestazione per la vertenza agroalimentare del Vulture-Melfese, Rionero in Vulture, 28 maggio 1982].

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