VII edizione Premio Jerry Masslo

VII edizione Premio Jerry Masslo

di Jean-René Bilongo- Presidente Osservatorio Placido Rizzotto

Ci sono luoghi in cui la memoria non è soltanto ricordo, ma diventa responsabilità. Villa Literno è uno di questi. Nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1989, Jerry Essan Masslo, rifugiato sudafricano e lavoratore agricolo, venne ucciso. La sua morte scosse l’Italia e contribuì ad aprire una nuova stagione di consapevolezza sulle condizioni di vita e di lavoro degli stranieri, sul diritto d’asilo, sul razzismo e sullo sfruttamento nelle campagne. Trentasette anni dopo, quella vicenda continua a interrogare il presente. Risiede qui il senso del Premio Jerry Masslo, giunto quest’anno alla VII edizione: non una semplice iniziativa commemorativa, ma un appuntamento civile e culturale che tramite la memoria legge le trasformazioni del presente e misura la distanza, ancora esistente, tra i diritti proclamati e quelli realmente fruibili. 

Il tema scelto per questa edizione è una riflessione che attraversa oggi il Vecchio Continente: “Dalla protezione alla remigrazione, dall’Europa dei diritti a quella dei rimpatri”. Quale Europa si vuole costruire? Un’Europa capace di tutelare la persona anche quando è straniera, oppure un’Europa che considera la migrazione soprattutto un problema a cui rispondere con i rimpatri, la chiusura e l’ esternalizzazione delle frontiere? Il territorio casertano è diventato così un luogo che tiene insieme memoria e presente, lavoro e diritti, cultura e impegno civile. Un territorio segnato da ferite profonde, ma anche da una lunga storia di  mobilitazione di associazioni, lavoratrici/lavoratori, istituzioni e realtà sociali impegnate sul fronte del riscatto, della legalità e della difesa della dignità delle persone.

Nei tre giorni del Premio si è parlato di caporalato, sfruttamento, accoglienza e idiosincrasie di Stato. Ma, soprattutto, si è dato spazio a chi lavora per costruire, attraverso la conoscenza, la partecipazione e la cultura, un’idea diversa di convivenza e di cittadinanza. È qui che il Premio Jerry Masslo acquista il suo significato più profondo.

I lavori premiati in questa edizione ricordano che raccontare il mondo non è mai un atto neutrale. Significa scegliere cosa rendere visibile, quali storie ascoltare, quali soggettività mettere al centro. Significa guardare dalla parte degli ultimi, dei lavoratori invisibili, di chi rischia di essere trasformato in un numero, in una pratica amministrativa, in una categoria astratta.Ricordare Jerry Masslo, dunque, non significa soltanto tornare al 1989 bensì guardare a ciò che accade oggi. Significa riconoscere che nessun diritto può essere considerato acquisito una volta per tutte: i diritti vanno difesi, praticati ed estesi a chi ancora ne è escluso. A trentasette anni dalla sua morte la domanda di Jerry Masslo è ancora attuale e continua a chiedere da che parte si sceglie di stare. E impone di non voltare lo sguardo dall’altra parte.

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