Rinnovo CCNL Operai Agricoli: raggiunto l’accordo per 1 milione di lavoratori

Rinnovo CCNL Operai Agricoli: raggiunto l’accordo per 1 milione di lavoratori

Il rinnovo, che interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori, tutela il potere di acquisto delle retribuzioni, definendo gli aumenti salariali per il biennio 2026-2027 e conferma la competenza economica dei Contratti Provinciali di Lavoro per il successivo biennio.

Dopo ben cinque mesi di trattative e un serrato confronto finale durato ventuno ore consecutive, all’alba del 28 giugno è stata finalmente sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti. Un traguardo importante che interessa un milione di lavoratrici e lavoratori, la cui fatica quotidiana porta sulle tavole italiane e di tutto il mondo quelle eccellenze di cui tanto si vanta il Made in Italy.

L’ipotesi di accordo stabilisce un incremento salariale complessivo del 5,1% per il biennio 2026-2027. La prima tranche dell’aumento, pari al 3,4%, sarà erogata a partire dal primo giugno, garantendo che circa il 70% dell’incremento complessivo entri nelle tasche dei lavoratori già in concomitanza con le campagne di raccolta estive, mentre la seconda tranche dell’1,7% scatterà a gennaio 2027. A tutela del potere d’acquisto, minacciato dall’instabilità geopolitica ed economica globale, le parti hanno inoltre concordato una verifica degli scostamenti inflattivi a settembre 2027.

Il rinnovo si inserisce in un settore agricolo in profonda mutazione, dove la destagionalizzazione e alla crescita dimensionale delle imprese si combinano l’abbandono delle aree interne e un altissimo tasso di volatilità della manodopera. Con il 30% degli addetti che lavorano meno di cinquanta giornate all’anno, restando esclusi dalle tutele assistenziali, la stabilizzazione della manodopera è diventata il cardine della trattativa per ridare dignità e attrattività al lavoro agricolo. A tal fine, l’accordo introduce in via sperimentale un rapporto di lavoro triennale per gli stagionali, articolato in tre contratti distinti ma con una garanzia occupazionale minima di almeno cento giornate annue, così da tutelarne le prestazioni previdenziali. Parallelamente, vengono potenziate le convenzioni aziendali e pluriaziendali basate su un sistema di vasche comunicanti per favorire la continuità d’impiego e l’incremento delle giornate in base alla professionalità, prevedendo inoltre una maggiorazione retributiva dello 0,4% per chi supera le centocinquanta giornate annue nella stessa azienda per più di tre anni.

La valorizzazione della manodopera straniera, che rappresenta oltre il 42% degli addetti del settore, compie un passo in avanti sostanziale grazie alla possibilità di cumulare ferie e permessi per facilitare il rientro nei paesi d’origine e l’introduzione di quattro ore di permesso retribuito per il rinnovo dei titoli di soggiorno. Per una reale inclusione e maggiore consapevolezza dei propri diritti, il contratto sarà tradotto in inglese e francese e quelli provinciali nelle lingue più diffuse nei singoli territori.

Tali risposte normative si rendono urgenti a fronte delle quotidiane piaghe dello sfruttamento e delle barbarie che continuano a insanguinare le nostre campagne, dalle morti in Veneto ai roghi negli alloggi di fortuna nel foggiano, fino all’orrore di Amendolara. Gli enti bilaterali e gli osservatori provinciali assumono un ruolo essenziale nel monitoraggio di appalti e flussi, e per la prima volta viene inserito nel testo contrattuale un riferimento alla legge 199 contro lo sfruttamento lavorativo e alle sezioni territoriali della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

Il welfare contrattuale si arricchisce infine con importanti misure di civiltà, come il supporto economico e la conservazione del posto di lavoro per gli operai colpiti da patologie oncologiche o per le lavoratrici vittime di violenza di genere, oltre a permessi speciali per l’assistenza ai genitori anziani e per i percorsi universitari.

Questo negoziato, tra i più corposi degli ultimi anni con ben trentasei articoli modificati, passa ora al vaglio delle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione, con l’obiettivo prioritario di far vivere questo testo quotidianamente affinché non resti carta bianca ma diventi un argine reale contro abusi e irregolarità.

Silvia Guaraldi, segretaria nazionale Flai Cgil

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