Muore per il caldo a 19 anni nelle campagne del Cremonese

Muore per il caldo a 19 anni nelle campagne del Cremonese

Il ragazzo rumeno stava raccogliendo pomodori a Stagno Lombardo e ha avuto un malore. Flai Cgil: “Una tragedia inaccettabile che non è una fatalità”

Aveva 19 anni, era rumeno e viveva nel Piacentino. È morto ieri (2 agosto) per un colpo di calore che gli è venuto mentre raccoglieva pomodori nelle campagne di Stagno Lombardo, in provincia di Cremona. Era un pendolare della raccolta. Non ha retto al caldo, all’afa, ha avuto un malore, i suoi colleghi hanno chiamato subito i soccorsi, gli operatori del 118 dopo le prime cure lo hanno trasferito d’urgenza in elicottero all’ospedale Maggiore di Cremona.

“L’ennesima tragedia sul lavoro, in una zona dove peraltro la raccolta del pomodoro si fa di solito con le macchine – denuncia Fabio Singh, segretario generale Flai Cgil Cremona, che insieme a Fai Cisl e Uila Uil esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia -. Ci mettiamo a disposizione per tutte le necessità che questa tragedia comporta e valuteremo le iniziative per tutelare i famigliari del lavoratore scomparso. Le condizioni estreme a cui gli operai sono sottoposti nei campi e nelle operazioni di raccolta non possono essere considerate fatalità, ma una grave e insopportabile violazione del diritto a un lavoro dignitoso e rispettoso delle regole più elementari”.

Anche a Cremona vige l’ordinanza della Regione Lombardia sul caldo estremo, che impone lo stop delle attività tra le 12.30 e le 16 anche nel settore dell’agricoltura. “L’ordinanza viene certamente in soccorso ma al di là di quello che accerteranno gli inquirenti, il caldo che fa nelle campagne alle 16 è lo stesso di quello che fa alle 17 – afferma Singh -. Bisognerà ricostruire l’accaduto ma rimane il fatto che una giovane vita è stata spezzata e che si tratta di una morte che si poteva evitare”.

Con il rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli è stato istituito nei primi mesi di quest’anno il rappresentante dei lavoratori sulla salute e sicurezza, una figura che potrà concorrere a migliorare le condizioni di lavoro.

“Un bel passo in avanti – conclude Singh -. Adesso stiamo sollecitando le istituzioni a creare la cabina di regia prevista dalla legge 199 del 201 sul caporalato la sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità. Non ancora basta: chiediamo più ispezioni, l’ispettorato deve controllare e monitorare nelle campagne, anche se morti sul lavoro in agricoltura in queste zone sono meno frequenti rispetto ad altri settori, come l’edilizia”.

Patrizia Pallara su Collettiva

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