Flai e Nonna Roma un peso condiviso che si fa comunità

Flai e Nonna Roma un peso condiviso che si fa comunità

“So’ pochi quelli che ce aiutano purè a scaricà, grazie”, dice uno dei volontari di Nonna Roma, un giovane uomo di seconda generazione che vive la sede come la sua seconda casa. Quel grazie pesa più dei pacchi che la Flai Cgil, questa mattina, ha portato in donazione alla sede dell’associazione di viale Togliatti. Il peso di quel grazie nasce dal sollievo di non essere soli e traduce il riconoscimento di una solidarietà che non è “beneficenza dall’alto”, ma partecipazione orizzontale.

La strada di ghiaia conduce all’emporio solidale e al magazzino centrale dove si stoccano e si distribuiscono i beni alimentari, ma non solo, che capillarmente Nonna Roma distribuisce per aiutare e sostenere i beneficiari dell’associazione che, tra le altre cose, ha all’attivo sei empori solidali nella Capitale.

Qui si respira aria di comunità, nonostante la pesantezza del cielo gonfio di umidità che oggi schiaccia i tetti di Roma. C’è aria di buono, calore umano e solidarietà concreta. Quel tipo di solidarietà di cui il sindacato dell’agroindustria si fa promotore, da sempre.

L’alleanza civile, sociale e politica che lega la Flai a Nonna Roma è palpabile da subito, senza neanche coordinarsi gli attivisti e le attiviste di Nonna Roma e i sindacalisti e le sindacaliste della Flai si dispongono per creare una catena umana, qui “Nessuno si salva da solo”, qui ci si aiuta. Nel passaggio dal cassone del camion verso il punto di stoccaggio, gli scatoloni passano di mano in mano così il peso si fraziona, ciò che sarebbe impensabile per un singolo diventa facile, e il tempo si dilata, mentre le dita si sfiorano nasce lo spazio per la parola, per raccontarsi e per ascoltarsi. Un’abitudine che purtroppo sembra essersi persa.

Il sindacalista, abituato a difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, si trova fianco a fianco con chi combatte la povertà urbana, trasformando la fatica in un’occasione di conoscenza reciproca.

Per la Flai sostenere l’attività di Nonna Roma è la messa a terra di alcuni obiettivi fondanti: stare tra le persone, sporcarsi le mani e accorciare le distanze sociali. La Flai non permetterà mai che il cibo di qualità diventi un lusso per pochi. La donazione di oggi è un atto politico con cui il sindacato ribadisce che nessuno deve essere lasciato indietro. 

A dare voce all’urgenza di questa sinergia è Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma che ha inquadrato il contributo del sindacato nella difficile cornice economica attuale:

“L’aumento del costo della vita, aggravato dalla crescita dei prezzi delle materie prime e dagli effetti della guerra, sta impoverendo moltissime famiglie”, ha spiegato senza mezze parole “Nelle ultime settimane registriamo un forte aumento delle richieste di aiuto presso i nostri empori. In questo contesto, il contributo della Flai Cgil assume un valore particolarmente importante: è un gesto concreto che testimonia la solidarietà delle lavoratrici e dei lavoratori verso le persone più fragili”.

Mentre l’ultimo pacco trova il suo posto sullo scaffale, resta la sensazione che la catena umana sia l’unica risposta possibile alle crisi del nostro tempo. Perché quando il peso è condiviso e le mani si intrecciano,la giustizia sociale diventa un po’ più vicina.

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