Inalca Reggio Emilia: confermata la proroga della Cassa Integrazione Straordinaria

Inalca Reggio Emilia: confermata la proroga della Cassa Integrazione Straordinaria

Il Ministero del Lavoro approva sei mesi aggiuntivi di CIGS per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento distrutto dall’incendio del febbraio 2025. La Flai-Cgil: “Abbiamo aperto nuove strade: un risultato concreto a tutela dell’occupazione”

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato la proroga per ulteriori sei mesi della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia, distrutto nel maxi-rogo del febbraio 2025. L’accordo è stato sottoscritto il 2 aprile 2026 presso il Ministero del Lavoro tra INALCA S.p.A. e le organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl, e Uila-Uil dell’Emilia-Romagna.

L’accordo prevede l’utilizzo di ulteriori 6 mesi di CIGS in aggiunta ai 12 mesi già fruiti. “Si tratta di una misura molto attesa, che permetterà concretizzare i contenuti dell’accordo sottoscritto in regione lo scorso 6 febbraio, garantendo ricollocazioni negli altri stabilimenti Inalca (82 persone), incentivi all’esodo su base esclusivamente volontaria, il sostegno al reddito per tutti i lavoratori coinvolti nella chiusura dello stabilimento e tutte le misure aggiuntive concordate, tra le quali percorsi di ricollocazione presso aziende terze finanziati dalla stessa Inalca” -afferma Valerio Bondi, segretario generale della Flai Emilia Romagna. “Come avevamo dichiarato un accordo che offra a ciascun lavoratore e lavoratrice una prospettiva nella quale riconoscersi e collocare la propria prospettiva, sapendo che la proroga della Cigs è la pietra angolare sulla quale l’accordo regge”.

L’intesa siglata al Ministero può costituire un utile riferimento per situazioni analoghe nel settore. 

La circolare ministeriale n. 5 del 31 marzo 2026 ha fornito importanti chiarimenti sulle condizioni di accesso alla proroga della CIGS in deroga: è possibile accedervi in presenza di concrete prospettive di continuità aziendale (cessione totale o parziale dell’azienda con riassorbimento occupazionale) oppure in presenza di un piano che preveda un significativo riassorbimento occupazionale in misura almeno pari al 70% degli esuberi dichiarati anche attraverso politiche attive del lavoro, incentivi all’esodo, percorsi formativi e professionalizzanti e ulteriori misure idonee a favorire la occupabilità dei lavoratori.

“Un accordo che oltre a rappresentare la soluzione di una vertenza complicatissima realizza, ed esplora, le possibilità connesse ad un utilizzo degli ammortizzatori sociali che sono sempre  strumento di tutela dei livelli occupazionali e del reddito, soprattutto nei contesti di crisi aziendale complessa” dichiara, infine, Bondi.

La Flai-Cgil sottolinea la rilevanza di questo risultato anche come precedente positivo per l’applicazione della normativa vigente in materia di CIGS per cessazione di attività, evidenziando l’importanza del coordinamento tra organizzazioni sindacali, azienda e istituzioni nella gestione delle crisi occupazionali complesse. 

E per non avere lasciato nessuno solo di fronte alla crisi, come il proprio Dna impone. 

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