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È boom delle inchieste per sfruttamento lavorativo: i dati del VI Rapporto de L’Altro Diritto, Flai Cgil e Osservatorio Placido Rizzotto

È boom delle inchieste per sfruttamento lavorativo: i dati del VI Rapporto de L’Altro Diritto, Flai Cgil e Osservatorio Placido Rizzotto

È stato presentato oggi al Centro congressi Frentani di Roma il VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo e il caporalato, che monitora l’applicazione della Legge 199 del 2016, curato dal Laboratorio “L’Altro Diritto”, dalla Fondazione Placido Rizzotto e dalla Flai Cgil. I dati delineano un quadro allarmante ma anche una maggiore capacità di contrasto: si registra infatti un incremento dei casi intercettati, con un aumento di quasi il 50% rispetto alla precedente rilevazione.
Il VI Rapporto delinea una mappa dell’illegalità che si muove lungo direttrici economiche precise, colpendo indistintamente aree industrializzate e distretti agricoli storici. Non esiste più una “zona franca”: lo sfruttamento si è adattato alle diverse architetture produttive del Paese.
Il Rapporto scardina definitivamente il luogo comune che relega lo sfruttamento ai soli campi agricoli. Sebbene l’agricoltura conti ancora 589 casi censiti al dicembre 2024, 157 in più rispetto allo scorso rapporto, l’incidenza dello sfruttamento nel settore agricolo sul totale delle inchieste censite in tutti i settori è scesa drasticamente, dal 67% del 2016 al 38% del 2024. “Questo calo non indica una ritirata dello sfruttamento agricolo” sottolinea Jean Rene Bilongo, presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto “ma una drammatica emersione del fenomeno in settori finora meno monitorati come edilizia, logistica, commercio e servizi di cura”.
Un segnale di speranza arriva dal fronte delle denunce. Nel 2024 circa il 29% dei lavoratori e delle lavoratrici sfruttati ha trovato il coraggio di denunciare.

“Viviamo in un mondo segnato da sopraffazioni, conflitti e soprusi, dove lo sfruttamento lavorativo non è un’eccezione, ma il simbolo di un sistema malato. Esiste un filo rosso che lega indissolubilmente il dramma del lavoro sfruttato alle tragedie in Iran, in Palestina e alle guerre che incendiano il pianeta: la logica del più forte che calpesta la dignità umana. Abbiamo il dovere politico di non volgere lo sguardo altrove” queste le parole di Giovanni Mininni, segretario generale della Flai.
Il segretario ha continuato con fermezza:”Combattere lo sfruttamento significa, oggi più che mai, difendere la nostra Costituzione e quel patto sociale fondato sulla redistribuzione della ricchezza che ne rappresenta il fulcro. Non possiamo e non vogliamo arrenderci alla rassegnazione del presente. La battaglia quotidiana della FLAI richiede temerarietà e perseveranza. Dobbiamo uscire dai confini tradizionali e costruire una coalizione larga: con i giuristi, con la società civile e con il sindacalismo mondiale. La nostra risposta politica è concreta: potenziare gli strumenti che già possediamo, rendendo la contrattazione un’arma di emancipazione e il sindacato di strada un presidio di legalità ovunque i diritti vengano negati.”

Scarica il VI Rapporto sullo sfruttamento lavorativo e il caporalato
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