Strage di lavoratori a Chioggia

Strage di lavoratori a Chioggia

Giosuè MATTEI, Segretario generale FLAI Veneto: “Crepare di lavoro, un atto di crudeltà che il sistema non può più ignorare”.

Nelle prime ore di questa mattina, lungo la strada Romea nei pressi di Chioggia, un minivan che trasportava nove lavoratori di origine straniera è finito fuori strada finendo in un canale che si è trasformato in una trappola mortale. Il bilancio è drammatico: tre uomini sono morti sul colpo, intrappolati nell’abitacolo, mentre altri colleghi sono stati estratti vivi dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco e trasportati d’urgenza in ospedale. Le prime informazioni confermano che il mezzo era diretto verso le aree di raccolta nel rodigino, dove con l’esplosione della primavera e la maturazione dei primi ortaggi, l’intensità del lavoro nei campi raggiunge il suo picco stagionale.

Giosuè Mattei, Segretario Generale FLAI Veneto, interviene duramente sulla tragedia: ” Proprio in questo mese, in cui la primavera esplode e con lei i prodotti della terra che questi lavoratori raccolgono, ci troviamo a piangere tre vite spezzate. Qui c’è la disperazione di chi è costretto a viaggiare in condizioni precarie per pochi euro. La tragedia di stamattina a Chioggia ricorda terribilmente quella di quattro anni fa a San Pietro in Gu, dove tre braccianti rimasero vittime di un incidente che poi scoprimmo essere legato a doppio filo allo sfruttamento lavorativo e al caporalato”.

Con l’avvio della stagione estiva, ogni giorno più di 6.000 braccianti attraversano il Veneto lungo e in largo: sono fantasmi, invisibili ai report, alle statistiche e alle istituzioni. Mattei è netto: “Questi lavoratori sono vittime del combinato disposto della legge Bossi-Fini e dei decreti flussi, che alimentano lavoro irregolare a basso costo e creano una massa di persone ricattabili, disposte a tutto pur di lavorare e che finiscono nella rete dell’illegalità senza via d’uscita. In attesa che gli sviluppi dell’inchiesta chiariscano i contorni della vicenda, ci stringiamo al dolore delle famiglie, ma ribadiamo che non si può morire per guadagnarsi da vivere.

La Flai Cgil, che da più di vent’anni denuncia come il tema del trasporto e degli appalti in agricoltura sia spesso l’anello di congiunzione tra l’economia legale e l’illegalità del caporalato, chiede l’avvio di un tavolo di confronto su questi due temi, troppo spesso negati sia dalle istituzioni che dalle associazioni datoriali.

Articoli correlati