Bologna 2 agosto 1980, il più terribile atto terroristico del secondo dopoguerra

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Il 2 agosto del 1980 alle 10.25 esplode una bomba nella sala d’attesa di seconda classe della stazione di Bologna. Il più grave atto terroristico in Italia del secondo dopoguerra:

85 vittime, 200 feriti. Innumerevoli i depistaggi.

Sul numero di Lotte Agrarie di agosto-settembre 1980 leggiamo:

“Il due agosto davanti a quei cadaveri straziati, ai corpi di bambini, di donne, di uomini e di anziani viaggiatori piagati dalle ustioni, impiastrati di polvere e sangue che cittadini volontari, vigili del fuoco, soldati e poliziotti andavano disseppellendo dalle macerie della Stazione Centrale, si leggeva in faccia alla gente anche la disperazione, la rabbia perché si pensava che sarebbe stato quasi impossibile mettere le mani sui responsabili dell’infame massacro.

Chi respirò la polvere della bomba fin dai primi minuti non ebbe mai alcun dubbio sull’infame motivazione di quel massacro, ma veniva anche da pensare, dinanzi alla proporzione dell’infamità commessa, che avesse potuto trattarsi di una sciagura, che non coinvolgesse una volontà umana.

Il cratere lasciato dalla bomba sul pavimento della sala d’attesa tolse ogni residuo dubbio in proposito e l’ipotesi di attentato terroristico divenne dolorosa certezza. […]

La strage di Bologna non è stata attuata soltanto per celebrare un altro attentato, oppure per intimidire il giudice che aveva rinviato a giudizio i presunti responsabili dell’attentato all’Italicus.  E non può essere neppure una tragica manifestazione di follia, di un pugno di delinquenti impazziti nella reclusione”.

Un gesto perfettamente in linea con uno sciagurato progetto politico di cui risulta essere fin da subito chiara la matrice.

Valeria Cappucci

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