Orrore a Salerno. Una condanna a morte senza mandanti

Orrore a Salerno. Una condanna a morte senza mandanti

Alcuni giorni fa è stato abbandonato fuori l’ospedale di Salerno un uomo, indiano, di circa 36 anni, gambe in cancrena, grave infezione al fegato. Non ha nome. E’ in fin di vita.

Sebbene le indagini siano ancora in corso e non vi sia ancora certezza sull’attività lavorativa dell’uomo, le modalità del suo abbandono ricalcano tragicamente le dinamiche di segregazione e indifferenza tipiche dei contesti di sfruttamento estremo.

“Non sappiamo ancora se quest’uomo fosse impegnato nei campi o in altri settori,” dichiara Silvia Guaraldi, segretaria generale della Flai “Ma sappiamo con certezza che nessuno dovrebbe ridursi in questo stato in una società civile”. Per Guaraldi “Una cancrena di tale gravità non insorge in poche ore: è il risultato di settimane, forse mesi, di sofferenze atroci patite nell’invisibilità. Aver ridotto un uomo con le gambe in cancrena significa averlo lasciato marcire nel silenzio, lontano dagli occhi del mondo, per paura di ripercussioni legali o per coprire il lavoro nero e il caporalato”. 

Per la Flai non si tratta solo di una vicenda di cronaca nera, ma del fallimento del sistema della sicurezza sul lavoro e della concretizzazione delle operazioni di disumanizzazione delle persone migranti che il governo sta attuando da anni.

Una concretezza di cui il sindacato dell’agroindustria non permetterà mai la realizzazione.

La gravità delle condizioni cliniche dell’uomo racconta una storia di isolamento che non può essere ignorata. Che sia figlia dell’omertà, del caporalato o della paura di ritorsioni.

“Non possiamo permettere che l’assenza di certezze immediate sulla sua occupazione diventi un alibi per l’indifferenza. Che si tratti di un lavoratore sfruttato nei campi o di una persona finita ai margini della società per altre ragioni, il metodo dell’abbandono suggerisce l’esistenza di un contesto di degrado e paura che va smantellato”.

Per questo motivo, la FLAI-CGIL incalza le autorità e gli inquirenti affinché la dinamica dei fatti venga ricostruita senza lasciare zone d’ombra.

Oltre a sollecitare le autorità giudiziarie a fare chiarezza e a non lasciar cadere nell’oblio questo orrore – aggiunge Igor Prata Segretario Generale FLAI Campania –  vogliamo sollecitare anche la Regione a intervenire e a trovare soluzioni per debellare la piaga dello sfruttamento, anche alla luce, oltre a questo tragico episodio, di quanto avvenuto a Caserta nelle ultime ore a dimostrazione di quanto è esposto il settore primario a abusi e caporalato”

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