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No ddl Bongiorno, il 15 febbraio la mobilitazione in tutto il Paese

No ddl Bongiorno, il 15 febbraio la mobilitazione in tutto il Paese

Il 15 febbraio, in occasione del trentennale della legge contro la violenza sessuale, in tutto il Paese si riempiranno piazze per dire No al ddl Bongiorno in discussione al Senato. A promuovere la mobilitazione, il laboratorio permanente “Consenso Scelta Libertà”, composto da varie realtà della società civile. La Flai, insieme alla Cgil, aderisce all’iniziativa. Una delegazione della Flai nazionale sarà presente al presidio di Roma convocato in Piazza Santi Apostoli per le ore 16.

“Sono serviti 50 anni per essere considerate persone. Ne sono bastati 30 per tornare al punto di partenza – si legge in una nota pubblicata dal laboratorio Consenso Scelta Libertà -. Dal 1946 al 1996, la violenza sessuale era definita come un reato contro la pubblica morale. Finalmente, grazie al lavoro instancabile di tutto il movimento delle donne, il 15 febbraio 1996 è stata approvata la legge 66/1996 che inserisce la violenza sessuale tra i crimini contro la persona. Molta attenzione alla vittimizzazione secondaria: no alle domande sulla vita privata e la sessualità, se non necessarie alla ricostruzione del fatto”.

“La nuova proposta della presidente Bongiorno – prosegue il testo – attiva meccanismi molto pericolosi per le donne: ‘contro la volontà’ e ‘con il consenso’ non sono ovviamente la stessa cosa. Anziché affermare il principio che la libertà di autodeterminazione sessuale è una scelta frutto di una volontà attiva e consapevole, si rischia di approdare a un modello basato sul chi tace acconsente. La considerazione della situazione e del contesto è una formulazione che rischia di aprire ad alibi e giustificazioni riconducibili al non avevo capito. Anche il no diventa oggetto di valutazione, di interpretazione in base a situazione e contesto. Infine, questa proposta di modifica dell’art.609 bis del Codice penale non considera l’incapacità di reagire per paura, asimmetria di potere o di esperienza, per soggezione o dipendenza, per le tante possibili condizioni di vulnerabilità”.

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