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Naufragi fantasma: non permettiamo che il mare diventi esecutore di un mandato politico

Naufragi fantasma: non permettiamo che il mare diventi esecutore di un mandato politico

Questa mattina, in Calabria sulla spiaggia di Amantea, una delegazione della Flai Cgil ha deposto dei fiori bianchi sull’arenile. Un simbolo, discreto e silente, un addio e un atto di scuse nei confronti dei migranti che hanno perso la vita durante il passaggio del devastante ciclone Harry.
Un uragano eletto a capro espiatorio di altri colpevoli, non è la furia della natura ad aver creato la tempesta perfetta, ma la commistione con scelte politiche strutturali e precise. Per troppo tempo si è parlato di indifferenza istituzionale, oggi bisogna cominciare a capire che i disegni politici tratteggiano delle omissioni deliberate, delle colpe precise.
I corpi smembrati dei migranti morti, durante i naufragi fantasma delle scorse settimane, che il mare sta restituendo giorno dopo giorno, rappresentano il collaudo di un sistema di accoglienza smantellato che vuole trasformare il mare in esecutore di un mandato politico.

Poche parole chiare e senza fraintendimenti quelle di Nicola Rodi, della segretaria Flai Cgil Calabria: “Non si può partire con dei sogni, per poi incontrare la morte in un mare in burrasca. Ci sono delle responsabilità politiche che vogliono disumanizzare gli uomini e le donne costretti a fuggire dai propri Paesi”. Della stessa linea Caterina Vaiti, segretaria generale Flai Calabria che tuona: “Non c’è dignità nella vita, e si vuole cancellare anche quella nella morte. Alcune persone in questi giorni hanno scambiato i corpi dei morti che galleggiavano vicino alla riva per tronchi trascinati dalla risacca. Quando il corpo arriva sulla spiaggia come un pezzo di legno, la burocrazia sta completando il suo lavoro di cancellazione dell’identità. Non accetteremo mai tutto questo”.

La Calabria in questi giorni è stata al centro delle cronache nazionali grazie anche all’impegno di Alessia Costabile, segretaria generale Flai Cosenza, che anche oggi ha affermato: “Di fronte a questa immane tragedia umana, ciò che ferisce di più è il silenzio assordante delle istituzioni”.
I fiori bianchi, affidati al mare blu, sotto un cielo celeste appesantito da gonfie nuvole grigie, sono stati poi spinti al largo da un vento che fischia, e che non vuole smettere di fischiare.

Domani la Flai sarà in Sicilia, sulla sabbia di Marsala, una delegazione di sindacalisti e sindacaliste porterà una corona di fiori. Un piccolo gesto che diventa gigantesco se riesce a mantenere viva la memoria collettiva, impedendo che la tragedia che sta facendo diventare le coste calabre e siciliane dei sacrari, venga archiviata come un incidente fortuito.

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