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La Flai depone fiori ad Amantea e Petrosino: “I naufragi fantasma sono figli dello smantellamento dei soccorsi”

La Flai depone fiori ad Amantea e Petrosino: “I naufragi fantasma sono figli dello smantellamento dei soccorsi”

È un paradosso amaro quello che si delinea oggi tra le coste della Sicilia e della Calabria: mentre la politica si affanna a progettare un ponte di acciaio e cemento per unire le due sponde, la realtà ha già costruito un ponte fatto di dolore e vergogna, mentre sulle poltrone si discute di piloni e campate, sulle spiagge continuano ad essere depositati i frammenti di un’umanità alla deriva. Sono i risultati dei naufragi fantasma delle scorse settimane, brandelli di corpi accolti da spiagge vuote.

Ieri una delegazione della Flai ha deposto dei fiori sulla riva di Amantea, un monito alla memoria. Oggi il sindacato dell’Agroindustria, che da sempre si impegna in difesa dei diritti umani, ha portato una corona lungo la spiaggia del Comune di Petrosino, in provincia di Trapani.

Ad aprire la riflessione è Matteo Bellegoni, capo dipartimento delle Politiche migratorie e legalità della Flai Cgil, che definisce l’iniziativa come una vera e propria sfida alla narrazione corrente: “Il nostro è un atto di ‘ingegneria sociale’, con cui vogliamo rimettere al centro il valore delle vite umane”. Bellegoni non usa mezzi termini per individuare le responsabilità, spiegando che “le azioni che abbiamo messo in campo in questi giorni vogliono essere un grido che rifiuta la narrazione del ‘destino crudele’: i migranti morti in mare in queste settimane non sono frutto di incidenti fortuiti causati dal Ciclone Harry, ma conseguenze dello smantellamento sistematico della rete di salvataggio”.

A fargli eco, sottolineando la violenza visiva e morale di queste stragi, è Jean René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto, che osserva amaramente come “il mare che sputa continuamente le salme di migranti annegati è uno schiaffo alle coscienze”. Tuttavia, proprio da questo orrore nasce la determinazione del sindacato: “I nostri sono gesti simbolici latori e relatori di un messaggio: non ci rassegniamo, né ci arrendiamo”.

Questa resistenza civile si intreccia inevitabilmente con la realtà economica e sociale del territorio. Tonino Russo, segretario generale della Flai Sicilia, richiama tutti a una coerenza necessaria, ribadendo che “restare umani significa capire che non stiamo solo perdendo vite, ma stiamo distruggendo il futuro del nostro territorio. Non possiamo piangere i morti e poi sfruttare o respingere i vivi”.

Infine, il valore di questa mobilitazione viene suggellato dalle parole di Giacomo Anastasi, sindaco di Petrosino, che nel ringraziare il sindacato ha voluto rimarcare l’importanza della memoria contro l’indifferenza: “Il gesto simbolico degli amici della Flai è un atto fondamentale di umanità con cui si restituisce dignità ai migranti dispersi e con cui si prova a scalfire questo colpevole silenzio che rende tutti complici”.

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