Operai agricoli bruciati vivi in Calabria. Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil: “Una tragedia che tocca il punto più basso della disumanità e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne”

Operai agricoli bruciati vivi in Calabria. Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil: “Una tragedia che tocca il punto più basso della disumanità e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne”

Le notizie e le immagini che giungono dalla Calabria delineano i contorni di una vera e propria strage, una tragedia che tocca il punto più basso della disumanità e dello sfruttamento paraschiavistico nelle nostre campagne. La Flai-Cgil esprime profondo cordoglio per le vittime ed è attualmente in contatto diretto con l’unico lavoratore sopravvissuto, a cui garantiremo, se tutto sarà confermato, la tutela, la protezione e il supporto sindacale e legale necessario.

Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Flai-Cgil, Giovanni Mininni, commentando i drammatici fatti di cronaca emersi nelle ultime ore.

Le parole del sopravvissuto raccolte direttamente dalla Flai-Cgil del territorio confermano l’esistenza di un sistema di ricatto feroce, dove il diritto al lavoro e alla dignità viene barattato con la pura sussistenza, azzerando i diritti. Se le indagini dovessero confermare che ci troviamo di fronte a un atto punitivo contro chi ha provato a ribellarsi, la risposta della FLAI sarà durissima. – continua il Segretario, che afferma: “A questa violenza criminale non possiamo che rispondere con un ‘NO‘ intransigente“.

Ma non basta. La Flai chiede alle forze dell’ordine impegnate nelle indagini di individuare non solo la rete dei caporali pakistani ma anche i loro mandanti che costituiscono un vero e proprio sistema organizzato per lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. Il sindacato chiede al governo che moltiplichi immediatamente le ispezioni in agricoltura, anche con l’aiuto delle forze dell’ordine così come accadde con l’omicidio di Satnam Singh.

La Flai chiede inoltre al governo e all’INPS la piena applicazione della legge 199 contro lo sfruttamento e il caporalato, con l’insediamento delle sezioni territoriali in ogni provincia ed un piano di accoglienza dei lavoratori migranti mai attuato a 10 anni dall’approvazione della legge. In circa 15 giorni sono morti 11 lavoratori agricoli immigrati. Altri sono ancora gravi. Tutto ciò avviene in contemporanea alla partenza delle grandi campagne di raccolta che ogni anno ci ricordano quanto sia faticoso e rischioso il lavoro in agricoltura anche per le ondate di calore.

Non vorremmo più assistere a morti annunciate, a diritti violati, a persone calpestate per garantire cibo sulle nostre tavole. È un prezzo troppo alto che non vogliamo più pagare” chiude il Segretario Mininni.

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