Dal lavoro dignitoso alle mense: la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità al centro

Dal lavoro dignitoso alle mense: la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità al centro

Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil: “Premiare chi sceglie le aziende iscritte alla Rete Agricola di Qualità significa assestare un colpo concreto al caporalato e allo sfruttamento nei campi” 

La Flai Cgil accoglie con grande favore la presentazione del nuovo bando per il servizio di ristorazione scolastica del Comune di Roma. L’appalto quadriennale da 766 milioni di euro rappresenta un passo fondamentale che unisce la promozione di un’alimentazione sana e la sostenibilità ambientale alla piena dignità e tutela del lavoro lungo tutta la filiera agroalimentare.

Per la FLAI CGIL è di primaria e massima importanza la scelta di inserire premialità specifiche per le imprese che utilizzano prodotti provenienti dalla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità (RLAQ), oltre che dai beni confiscati alle mafie e dall’agricoltura sociale.

“Premiare chi sceglie le aziende iscritte alla Rete Agricola di Qualità significa assestare un colpo concreto al caporalato e allo sfruttamento nei campi,” dichiara Giovanni Mininni, Segretario Generale della FLAI CGIL. “Garantire che il cibo destinato ai nostri figli e alle nostre figlie provenga da filiere che rispettano i contratti, i diritti e la sicurezza dei lavoratori agricoli trasforma la spesa pubblica in una leva strategica di legalità e di giustizia sociale.”

Particolarmente virtuose sono le misure previste a tutela dell’occupazione e del lavoro nel settore della refezione: l’esclusione, nei servizi mensa, del subappalto finalizzato al massimo ribasso, la conferma della clausola sociale e l’applicazione del CCNL dimostrano come la refezione scolastica possa diventare uno strumento straordinario di democratizzazione dell’accesso al cibo sano e sostenibile. Togliere dagli spuntini gli alimenti ultraprocessati, incrementare il biologico, le filiere corte, il pesce e i legumi significa garantire ad ogni bambina e bambino il diritto alla salute e all’educazione alimentare, indipendentemente dal reddito familiare. 

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