SiciliaSfruttaZero: Battere lo sfruttamento lavorativo in 4 mosse

SiciliaSfruttaZero: Battere lo sfruttamento lavorativo in 4 mosse

Nessuno può farcela da solo. Il nostro impegno contro lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura non si ferma. Insieme ad altre associazioni spingiamo la politica perché metta in campo le azioni necessarie a tutelare i lavoratori più fragili, per dare dignità al lavoro in un settore primario che garantisce il cibo sulle nostre tavole. Per questo come FLAI siamo orgogliosi di partecipare alla piattaforma regionale SiciliaSfruttaZero” dichiara il segretario generale della Flai Cgil Sicilia, Tonino Russo.

Il cartello sociale “Sicilia Sfrutta Zero” promosso dall’Associazione Penelope. Coordinamento Solidarietà Sociale EtsFlai-Cgil SiciliaLegacoop SiciliaArci Sicilia, Rete Fattorie Sociali Sicilia e Centro Studi Pio La Torre, lancia un appello pubblico alla Regione Siciliana perchè renda esigibili, per tutti i cittadini migranti vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato, i diritti e le tutele previste dalla normativa vigente.

L’introduzione dell’art 18ter (che va a integrare e estendere, anche ai migranti vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo, i diritti e le tutele già attive ex art. 18 e 18bis per le vittime di tratta e riduzione in schiavitù), rende possibile l’emersione in sicurezza dei migranti irregolari sfruttati. La norma prevede la possibilità, per i migranti che denunciano, ovvero collaborano in maniera attiva con le FF.OO. nella fase di accertamento dei reati di cui sono vittime, di accedere a percorsi di regolarizzazione e protezione sociale. Viene meno la situazione di vulnerabilità e ricattabilità legata alla propria posizione di irregolarità, e si apre la strada dell’emersione e dell’inclusione sociale.

Per rendere effettiva questa possibilità, occorre che il sistema pubblico garantisca l’accoglienza, la protezione e l’accompagnamento all’autonomia sociale e lavorativa alle vittime, attraverso la predisposizione di servizi e procedure che ne facilitino il percorso.

In tal senso il Cartello ha elaborato, e proposto con una nota ufficiale all’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, 4 semplici e efficaci mosse, mutuate dall’esperienza sul campo, che possono aiutare a battere il sistema di sfruttamento lavorativo e liberarne le vittime:

1. recepire da subito le Linee Guida Nazionali in materia di identificazione protezione e assistenza delle vittime di sfruttamento lavorativo. Approvate dalla Conferenza Stato- Regioni a ottobre del 2021

2. sperimentare l’istituzione del STP SOCIALE che dia titolo ai migranti irregolari di accedere ai servizi sociali di base, indebolendo o spezzando il legame con le organizzazioni criminali che ne sfruttano la vulnerabilità sociale

3. istituire una dote personale (REDDITO DI EMERSIONE) per sostenere il migrante in fuoriuscita dalla situazione di sfruttamento durante il periodo che intercorre fra l’emersione e la regolarizzazione;

4. dotare ognuna delle 9 province siciliane di almeno una “SAFE HOUSE” per l’accoglienza dei migranti che intendano denunciare e che necessitano di protezione, messa in sicurezza e assistenza

Il recepimento delle Linee Guida è un atto dovuto

Il Reddito di emersione e la Safe House, provvedimenti già previsti nel Piano triennale di accoglienza e integrazione 2024-2026, ad oggi inevasi e non finanziati.

L’STP sociale una sperimentazione che può limitare il potere di assoggettamento e di controllo da parte delle organizzazioni criminali, ai danni delle vittime.

Articoli correlati