Sciopero a Mantua.it: lavoratori in piazza contro i licenziamenti

Sciopero a Mantua.it: lavoratori in piazza contro i licenziamenti

I lavoratori di Mantua.it, controllata del gruppo Italpizza, sono scesi in campo mercoledi 6 Maggio 2026 contro il piano di ristrutturazione aziendale che prevede circa 40-50 esuberi. Lo sciopero proclamato dalle segreterie territoriali di Flai, Fai e Uila ha registrato un’adesione del 90%, con un presidio davanti al Comune di Castelbelforte che ha dato voce alla protesta.

La mobilitazione si è accesa dopo la decisione dell’azienda di interrompere il rapporto di lavoro con sette lavoratrici, comunicando la notizia tramite agenzia poche ore prima delle assemblee sindacali. Tra le interessate anche una dipendente con vent’anni di anzianità. Le lavoratrici denunciano condizioni difficili, con pressioni e ricatti continui da parte dei vertici aziendali. 

Al centro della vertenza c’è il timore che il lavoro diretto venga progressivamente sostituito da cooperative e contratti meno tutelanti, una dinamica già vista in altri stabilimenti del gruppo. Il segretario generale Flai di Mantova Ivan Papazzoni è chiaro sulle priorità: «Chiediamo il reintegro delle sette Lavoratrici, ma soprattutto chiediamo una volta per tutte che venga chiarito e regolamentato l’utilizzo dell’appalto all’interno dell’azienda».

La Flai ha chiesto l’intervento dell’ispettorato del lavoro sul tema appalto, poichè è stato redatto un verbale, che nonostante la formale richiesta di accesso agli atti, non è stato consegnato per l’ostruzionismo dell’azienda. “Secondo noi” prosegue Papazzoni “le intenzioni dell’azienda sono quelle di “impoverire” il lavoro facendo un dumping contrattuale indiscriminato utilizzando i lavoratori con meno tutele”. 

Abbandonare ogni logica unilaterale e aprire un confronto serio per garantire il futuro occupazionale di tutti i lavoratori sono le richieste del sindacato. La Flai è disponibile a sedersi di nuovo al tavolo ma solo a fronte, da parte di Mantua.it, della presentazione di un piano industriale credibile e che tuteli al meglio l’occupazione e il lavoro dignitoso

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