Matera, alle ‘giornate del lavoro’ Bilongo racconta la battaglia della Flai Cgil contro il caporalato e la tratta degli esseri umani

Le Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata – Un mondo nuovo, giunte alla decima edizione, sono diventate negli anni un appuntamento fisso per affrontare i temi più stringenti del dibattito politico e sociale. Jean Renè Bilongo, Flai nazionale, presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto, partecipando al dibattito ‘Legalità, contrasto al caporalato e alla tratta degli esseri umani’, osserva come “tratta e sfruttamento spesso si compenetrino. Lo abbiamo toccato con mano assistendo lavoratrici e lavoratori del Punjab e della Bulgaria. Sono 17 anni che il Consiglio d’Europa ha adottato la Convenzione contro la tratta degli esseri umani, ma i dati ci dicono che questa autentica piaga è in costante aumento”. La denuncia di Bilongo, di fronte ai magistrati Giuseppe Gatti (sostituto procuratore antimafia), Francesco Curcio, (procuratore di Potenza), Sante Copponi, (prefetto di Matera) e al padrone di casa Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata è netta: “Le vittime dello sfruttamento lavorativo meritano un’adeguata presa in carico sociale, già configurata dalle linee guida nazionali su identificazione, protezione, assistenza. Sono state varate dalla Conferenza unificata Stato Regioni un anno fa, con l’impegno degli enti locali di recepirle entro sei mesi. Ma nessuna regione lo ha fatto”. La Flai Cgil va comunque avanti nella sua battaglia quotidiana per far rispettare le ragioni del lavoro dignitoso nella nostra economia primaria. Dalla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità alla condizionalità sociale nella nuova Pac, fino alla necessità di superare i ghetti così come previsto dal Pnrr. Non smetteremo infine – conclude Bilongo – di denunciare gli effetti devastanti e vessatori della Bossi-Fini, con il corollario di pacchetti e decreti sicurezza che ne sono seguiti. L’offensiva contro quell’impianto normativo è più che mai necessaria. Ne va della dignità di troppe persone schiacciate da bieche logiche di guadagno”. Dalla città dei sassi arrivano dunque parole chiare che parlano di dignità e di diritti nel lavoro agricolo.

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