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Coronavirus. Palazzoli, da Coca Cola no a maturazione ratei istituti contrattuali e integrazione per i dipendenti in cassa

Noi chiediamo che non siano sempre i soliti a pagare, i lavoratori andrebbero premiati e non penalizzati

La dirigenza del gruppo Coca-Cola HBC Italia ha imposto ai propri dipendenti in cassa integrazione Covid19 di rinunciare alla maturazione di una parte dei ratei degli istituti contrattuali,senza per altro integrare l’importo dell’ammortizzatore sociale così da arrivare a stipendio pieno. Paventando, neanche tanto velatamente, un sostanzioso ridimensionamento della forza lavoro a seguito dell’emergenza sanitaria, con chiusure di stabilimenti e riduzione del personale, come già avvenuto più volte negli ultimi anni.

“Noi, al contrario, chiediamo di premiare, anziché mortificare i lavoratori, premiare il grande impegno e il senso di responsabilità con il quale gli addetti continuano ad assicurare il proprio lavoro e quindi il profitto alle aziende. I nostri lavoratori Coca Cola anche in questi giorni di emergenza hanno consentito al celebre marchio di entrare nelle case di tutti gli italiani, anche a costo di mettere in pericolo la propria salute. Ci sembra che anche stavolta, siano sempre i soliti a pagareil prezzo più alto di crisi ed emergenze”. Lo dichiara Sara Palazzoli, Segretaria nazionale Flai Cgil.

“Così – prosegue Palazzoli – in un contesto in cui tutte le altre multinazionali del settore, d’accordo con le organizzazioni di rappresentanza, hanno messo in campo soluzioni per tutelare e premiare i lavoratori e il loro coraggio, la Coca-Cola, la regina delle bevande gassate, vincitrice, per il quinto anno consecutivo, dell’ambito Top Employers Italia, un premio per le condizioni messe in atto nel campo delle risorse umane, non solo decide di non concedere nulla ai propri dipendenti, ma paventa ulteriori tagli al personale. Non possiamo accettarlo”.

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