In una lettera sottoscritta da Flai Cgil, Terra!Onlus, Uila Uil e altre numerose realtà della società civile come Libera, Amnesty International, Emergency, Oxfam e alcune personalità  come Gian Carlo Caselli e Luigi Manconi, indirizzata a tutti i deputati e senatori, chiediamo che la Legge 199/2016 contro lo sfruttamento e il caporalato non si tocchi e non si manometta.

“Gli attacchi ripetuti di queste settimane da parte dei Ministri Salvini e Centinaio ci hanno allarmato e non intendiamo tacere o stare immobili”, lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil e tra i promotori della lettera.

“La legge 199 – si legge nella lettera – inasprisce il quadro normativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura ma prevede anche azioni positive, come la Rete del lavoro agricolo di qualità e le sue sezioni territoriali, che sono volte a prevenire tali fenomeni e a prevedere collocamento e trasporto legale per le imprese e per i lavoratori agricoli”.

“La legge 199/2016 – prosegue la lettera –  è per gli scriventi un atto di civiltà di cui il precedente Parlamento ha saputo farsi carico, e che rappresenta una prima risposta alle tante, troppe morti nei campi italiani. Da Paola Clemente a Soumayla Sacko, le vittime di questa schiavitù moderna chiedono rispetto e azioni concrete (…). Per questo riteniamo che la legge 199 vada considerata un caposaldo della nostra architettura normativa”.

Da qui la richiesta dei firmatari a tutti i deputati e senatori “di impegnarsi affinché non venga indebolita in alcun modo bensì implementata con altre norme che, estendendo le responsabilità a tutta la filiera produttiva, garantiscano piena trasparenza in ogni passaggio e mettano i consumatori in condizioni di giocare un ruolo attivo nello scoraggiare le aziende che non rientrano nella legalità”.