Ancora infortunio mortale in azienda agricola, stop a questa mattanza

Un infortunio mortale nelle campagne di Revello (Cuneo), dove un lavoratore agricolo originario del Mali ha perso la vita, rimanendo intrappolato in un macchinario.

“Ancora un morto sul lavoro, ancora una conta interminabile e inaccettabile, che si consuma nell’indifferenza di molti e nell’immobilismo di chi dovrebbe assumere misure adeguate. Dalla formazione, ai controlli, fino alle sanzioni è necessario intervenire a tutti i livelli affinché si fermi questa mattanza. Non è accettabile morire per lavorare”. Lo dichiarano Tina Balì e Davide Fiatti della segreteria nazionale della Flai Cgil. “E’ evidente che quello fatto finora non basta a sconfiggere il dramma degli infortuni sul lavoro, ma soprattutto fa rabbia perché si tratta di un dramma annunciato ed evitabile. Servono controlli adeguati, formazione e prevenzione, applicazione dei contratti. Il tema della mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro non conosce confini geografici e colpisce indifferentemente da Nord a Sud, a farne le spese sono sempre lavoratrici e lavoratori”.

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