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Agroindustria, quattro contratti di lavoro rinnovati in un mese

Allevatori, artigianato, forestali e pesca: quattro contratti nazionali di lavoro rinnovati nell’arco dell’ultimo mese. Stiamo parlando di una platea di centinaia di migliaia di donne e uomini che non vedevano rinnovati i loro contratti da anni, in alcuni casi da un decennio e passa. Lavoratrici e lavoratori che grazie alla contrattazione dei sindacati confederali di categoria, Flai Cgil, Uila Uil e Fai Cisl, si sono visti adeguare salari, riconoscere professionalità, accrescere diritti e tutele, nonostante il forte impatto della pandemia sulle filiere agroalimentari. Non era scontato, in un momento in cui il governo appare sordo alle richieste di maggiore giustizia sociale nella legge di bilancio. Andiamo con ordine. Il 23 novembre è stata la volta del Ccnl per i dipendenti dalle Organizzazioni degli Allevatori, Consorzi ed Enti Zootecnici, scaduto a dicembre 2010. Un’intesa raggiunta dopo undici anni di vacanza contrattuale, che diventa il punto di riferimento per un settore strategico per il Made in Italy e le sfide del Green Deal europeo. L’aumento salariale è del 2% nel biennio, in più viene mantenuta l’indennità che vale circa lo 0.7%. Il 6 dicembre è toccato all’artigianato area alimentazione e panificazione 2019-2022, scaduto il 31 dicembre 2018, che interessa circa 30mila aziende e più di 100mila lavoratrici e lavoratori. Un accordo che prevede un incremento economico del 4,7%, pari a 77 euro a regime per il settore alimentazione e di 74 euro per quello della panificazione, erogati a  partire dal 1 novembre 2021. Viene inoltre corrisposto un importo forfettario ‘una tantum’ di 140 euro per entrambi i settori. Si sottolineano il rilancio dell’Osservatorio, l’aumento delle ore retribuite per la formazione, oltre alla possibilità di utilizzare le 150 ore riconosciute nell’ambito del diritto allo studio, anche per corsi di lingua italiana. Viene prevista la possibilità per la madre lavoratrice e il padre mono-affidatario di richiedere il prolungamento del periodo di esenzione dal lavoro notturno, l’anticipo del Tfr, forme di flessibilità nell’orario di entrata e uscita. Il 9 dicembre, dopo 11 anni di attesa, viene rinnovato anche il contratto collettivo dei lavoratori forestali, oltre 60.000 addetti, dipendenti di aziende sia pubbliche che private. Aumento di 100 euro sia per impiegati che operai al II livello, riparametrato per gli altri livelli contrattuali, erogato in due tranche di 50 euro ciascuna, la prima con decorrenza 1 dicembre 2021 e la seconda a iniziare dal 1 marzo 2023. Il 15 dicembre viene sottoscritto il rinnovo del Ccnl per gli imbarcati su natanti di cooperative di pesca, valido per il quadriennio 2021-2024. L’incremento salariale pattuito è pari al 6% sul quadriennio e verrà erogato in due tranche, con un riconoscimento di un importo una tantum di 80 euro, a copertura dei 12 mesi di vacanza contrattuale. Vengono rafforzate le tutele previdenziali con l’incremento di 350 euro ai fini Inps, si prevede un’apposita certificazione del lavoro svolto in orario notturno ai fini del riconoscimento del carattere usurante di questa attività. L’accordo introduce un permesso retribuito di 15 giorni a titolo di congedo matrimoniale. Significativo l’innalzamento delle indennità: 18 euro per le prestazioni effettuate di sabato e domenica, altrettanti per ogni giorno festivo passato in mare. Ai risultati dell’ultimo mese in tema di rinnovi contrattuali, si aggiungono quelli del contoterzismo, piccola e media industria alimentare, quadri e operai agricoli, personale non imbarcato delle cooperative di pesca, tabacco, sempre nel corso del 2021. Un anno complicato a causa di un’emergenza pandemica diventata, in molti casi, anche crisi economica e occupazionale. In questo contesto risalta, con ancora maggiore importanza e valore, la contrattazione collettiva, strumento insostituibile di tutela dei diritti e dei salari.

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