La Casa del Popolo a Borgo Hermada

Alessandra Valentini

La Flai Cgil inaugura un’altra Casa del Popolo, questa volta nel Lazio a Borgo Hermada, e precisamente in quell’Agropontino ricco di coltivazioni e di aziende importanti, più o meno grandi, che richiamano tanti lavoratori e lavoratrici stranieri. 

Molti di loro provengono dal Punjabi, con le famiglie e i bambini che animano le vie dei borghi. Circa 25 mila i lavoratori impiegati in agricoltura in questa zona, per loro molto spesso lavoro è sinonimo di sfruttamento, caporalato, promesse mancate.

Anche per questo, emozione e tanta voglia di fare, di partecipare e di essere comunità sono gli elementi che hanno caratterizzato l’inaugurazione di pochi giorni fa. 

Qualche ora prima dell’apertura tutti in giro per un ultimo volantinaggio tra le strade del borgo, tra i bambini che andavano al doposcuola e i grandi che tornavano dai campi. Ma nonostante la fatica per la giornata di lavoro, la comunità indiana ha risposto con entusiasmo al nostro invito, incuriositi anche i più piccoli, che hanno cominciato a immaginare qualche attività da svolgere in questa bella sede.

Tanti lavoratori, tante lavoratrici, delegate, delegati, compagne e compagne hanno tagliato – insieme simbolicamente – il nastro rosso di un luogo che vuole essere all’insegna dei diritti, dell’accoglienza, della legalità, del lavoro. 

Il Segretario generale Flai Cgil Roma e Lazio, Stefano Morea, Laura Hardeep Kaur, Segretaria generale Flai Frosinone Latina, Giuseppe Carotenuto, Presidente nazionale Alpaa e Silvia Guaraldi, Segretaria nazionale Flai Cgil, hanno invitato a vivere e abitare questa sede, attraverso la quale l’attività del Sindacato di strada si affianca al sindacato di prossimità, e con questa nuova sede conferma e rafforza la presenza della Flai Cgil al fianco di chi lavora. 

La Casa del Popolo è un luogo aperto a tutte e a tutti, lavoratori e lavoratrici stranieri e italiani, giovani, perché vuole essere non solo sinonimo di diritti e lavoro dignitoso, ma anche di socialità, inclusione, accoglienza, partecipazione. 

Come ha spiegato la Segretaria generale della Flai Cgil Frosinone-Latina, Laura Hardeep Kaur, “vogliamo dare sostegno a 360° a tutti i lavoratori, stranieri e italiani; vogliamo che questo posto diventi punto di incontro tra diverse culture. Saremo aperti alle Associazioni e ai cittadini tutti, che potranno trovare qui un luogo dove trascorre delle ore in compagnia”. 

Silvia Guaraldi, Segretaria nazionale Flai Cgil, ha donato alla nuova sede un manifesto del tesseramento con lo slogan “Seminiamo legalità”, con cui ha voluto sottolineare l’importanza delle battaglie della Flai e dei lavoratori, su un territorio complesso come quello della provincia di Latina, contro i fenomeni di sfruttamento e per un lavoro che sia all’insegna della legalità, dei contratti, dei diritti.

Stefano Morea, Segretario generale Flai Cgil Roma Lazio, ha evidenziato l’impegno di tutta la Flai a stare sui territori, non lasciando indietro nessuno. E questa Casa del popolo, anche attraverso i simboli e i particolari, vuole dare e rendere visibile questo concetto. 

Una vecchia bicicletta ad indicare dalla strada la sede, la panchina rossa accanto all’ingresso, i colori e i simboli della pace sulle insegne accanto al quadrato rosso della Cgil. Qui anche i nostri valori che vivono concretamente nell’attività e nei problemi di ogni giorno: l’impegno per le donne vittime di violenza, che saranno accolte, ascoltate, supportate nei loro percorsi; l’idea forte di un mondo in cui la pace sia la linea guida dell’agire politico; la bicicletta che in queste zone significa lavoro e per noi deve essere un lavoro dignitoso. Una bicicletta rossa… La pianura, tagliata dalle Migliare e dai canali, è piena di persone in bicicletta – oggi sono soprattutto lavoratori indiani – che si spostano da un’azienda all’altra, dalla casa ai negozi o al tempio, curvi sotto il peso di una giornata di lavoro, su strade troppo buie e con poco ciglio per camminare in sicurezza, infatti, tanti sono gli incidenti. Se questa è l’immagine di oggi, la bicicletta in queste terre è un elemento naturale del paesaggio, ci richiama in qualche modo il passato quando, come dicevano da queste parti, “le venete”, giunte qui per la bonifica, andavano spavalde in bicicletta proprio come gli uomini. 

La sede della Flai Cgil è sulla strada principale, ben visibile, facile da raggiungere a piedi, in bici o in auto, aperta per accogliere tutti i lavoratori dell’agroindustria, per rispondere alle loro esigenze su contratti, diritti, tutele. Questa sede sarà anche un  luogo della socialità “politica” e dello sviluppo del tempo libero, della cultura intesa come veicolo di emancipazione e di vera inclusione. In questa dimensione, come hanno spiegato Stefano e Laura, sarà possibile creare percorsi culturali, ricreativi, di svago, in grado di creare un sentire comune, un senso di appartenenza anche tra lavoratori italiani e stranieri, tra i giovani.

Articoli correlati

Scenari del lavoro in agricoltura: il ruolo della contrattazione

“I principali risultati delll’analisi delle dinamiche retributive degli operai agricoli che la Fondazione Metes cura dal 2017” Nella Scuola politico-sindacale della Fondazione Metes si parla...

Due nuove auto targate Flai per i servizi sociali della Bassa Romagna 

Nonostante l’inverno l’emozione scalda i cuori. Le due Panda donate dalla Flai Cgil ai servizi sociali della Bassa Romagna  sono di un bianco immacolato,...

Mariniello: «E’ un crimine di guerra colpire i civili»

Sotto le macerie della guerra finisce anche il diritto internazionale. Il Sudafrica ha chiesto l’intervento della Corte internazionale di giustizia dell’Aja per presunte violazioni...