Manifestazione in bibicletta per festeggiare la nostra repubblica della pace, del lavoro, dei diritti, dell’ambiente

Manifestazione in bibicletta per festeggiare la nostra repubblica della pace, del lavoro, dei diritti, dell’ambiente

La Flai aderisce alla biciclettata organizzata dalla Rete Italiana pace e disarmo, Sbilanciamoci e Cgil Roma e Lazio il giorno 30 Maggio 2026.

L’evento fa parte di una serie di manifestazioni previste in tutta Italia alternative alla parata del 2 Giugno: iniziative costituzionali, pacifiste, per i lavoro, i diritti, la difesa dell’ambiente, la solidarietà per celebrare l’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica con attività popolari, organizzate dal basso e nei territori ed evitare che la ricorrenza, così nella nota delle organizzazioni promotrici,  “sia ancora una volta sequestrata da parate militari”. 

Sabato 30 Maggio a Roma invece dei carri armati e dei soldati sfileranno le biciclette, come staffette partigiane, per dire a tutti che l’Italia ripudia la guerra e riconosce il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione e all’ambiente.

La biciclettata parte alle 9,00 a Piazza Vittorio con Giuseppe Cederna, Maria Lomurno, Lorenzo Gioielli e rappresentanti dell’ANPI e delle associazioni e arriva a Porta San Paolo, dove interviene la staffetta partigiana Luciana Romoli, facendo 3 tappe in luoghi significativi: Spin Time a fianco di chi lotta per l’inclusione e la casa, Torre dei Conti, dove lo scorso 25 Novembre ha perso la vita l’operaio Octav Stroci a causa del crollo di parte dell’edificio, per ricordare che il lavoro è il fondamento della Repubblica e che nessuno deve morire di lavoro, l’Ospedale San Giovanni per mettere al centro il diritto alla salute per tutte e per tutti e, infine, la Fao.

Proprio questa tappa sarà animata dalla FLAI e da altre organizzazioni per ribadire, davanti alla sede dell’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di agricoltura e alimentazione nel mondo, l’urgenza di mettere fine alle guerre in Ucraina, Palestina, Sudan, Iran, ovunque. Guerre che non solo distruggono le persone ma devastano l’ambiente, affamano i paesi più poveri e consumano risorse che si potrebbero destinare a vivere e non a uccidere.

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