Giornata internazionale delle lotte contadine: la terra è di chi la lavora

Giornata internazionale delle lotte contadine: la terra è di chi la lavora

Il 17 aprile 1996 in Brasile la polizia militare aprì il fuoco su un gruppo di contadini senza terra che bloccavano un’autostrada per rivendicare il diritto di coltivare. Ventuno persone morirono. Da quel massacro, avvenuto a Eldorado do Carajás, nello Stato del Pará, nasce la Giornata internazionale delle lotte contadine.   
Quest’anno quella data compie trent’anni. Non è un anniversario da celebrare: ma un’occasione per ricordare che le ragioni di quelle lotte sono ancora vive.   

“Il sangue dei braccianti caduti sotto il fuoco della mafia ma anche delle Forze dell’Ordine fa parte anche della storia del nostro Paese. Non sono così lontani i giorni dell’eccidio di Melissa, di Torremaggiore, i fatti di Avola e gli altri episodi tragici che hanno segnato il secondo dopoguerra e le lotte per la giustizia e la dignità del lavoro agricolo. Chi produce il cibo che mangiamo ogni giorno spesso non ha terra propria e vede i propri diritti calpestati. Succede in Brasile, succede in Africa, succede in Asia. Succede anche qui, nei campi italiani, dove troppe donne e uomini, spesso migranti, lavorano in nero, senza tutele, senza diritti, per raccogliere frutta e verdura che finirà sulle nostre tavole. Si chiamano Paola Clemente, Satnam Sing, Alagie Singathe e tanti altri. È sfruttamento. Va chiamato con il suo nome” afferma con forza Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, che continua: “Ogni giorno lavoriamo affinché nessun lavoratore e nessuna lavoratrice debba più piegare la schiena senza la protezione di un contratto, di un salario dignitoso e della libertà”.       

Mentre la FLAI si concentra principalmente sul lavoro subordinato e il contrasto allo sfruttamento bracciantile, l’ALPAA, affiliata al sindacato dell’agroindustria, rappresenta il tessuto di piccoli produttori e figure miste che vivono la terra come scelta di vita e resistenza economica. Giuseppe Carotenuto, presidente dell’Alpaa fa eco a Mininni affermando “Trent’anni fa in Brasile si moriva per il diritto alla terra; oggi, in Italia e nel mondo, i piccoli produttori rischiano di scomparire sotto il peso di un mercato che schiaccia chi produce a favore di chi specula. Come Alpaa saremo sempre a fianco della Flai ribadendo che non può esserci sovranità alimentare senza il riconoscimento sociale ed economico dei lavoratori della terra”.               

La terra è ancora una questione di giustizia.

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