Contro i re e le regine, nessuno è invisibile

Contro i re e le regine, nessuno è invisibile

C’è un filo spinato rosso che attraversa l’Italia. È un filo fatto di sfruttamento, di invisibilità indotta e di leggi che stringono i polsi di chi, ogni giorno, raccoglie e coltiva il cibo che arriva sulle nostre tavole. 

Sabato 28 marzo, la FLAI scenderà in piazza a Roma per la “Marcia degli Invisibili”, portando con sé le proprie “cesoie” ideali: lo strumento del lavoro agricolo che si trasforma in arma di liberazione, per recidere quel filo e trasformare il ricatto in riscatto.

Un gesto simbolico e politico per spezzare il legame infame che unisce il lavoro alla schiavitù e la migrazione alla morte.

Il Segretario Generale della FLAI CGIL, Giovanni Mininni, commenta così l’adesione alla marcia: “Partecipare alla Marcia degli Invisibili significa opporsi con determinazione a un modello di società dell’esclusione che tenta di normalizzare l’invisibilità e lo sfruttamento. Non possiamo accettare un’Italia e un’Europa che, attraverso provvedimenti come il ‘Regolamento rimpatri’ scelgono di rispondere alla domanda di dignità con la minaccia delle deportazioni e dei blocchi navali”.

Al termine della Marcia, la Flai si ricongiungerà alla manifestazione internazionale dei “No Kings” che rivendica l’abolizione dei privilegi e una vera giustizia sociale su scala internazionale. Sta finendo l’era dei re e delle regine, arriva quella della libertà.

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