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Modena, 8 arresti per caporalato. Flai: “Serve prevenzione, vigilanza e contrasto”

Modena, 8 arresti per caporalato. Flai: “Serve prevenzione, vigilanza e contrasto”

L’operazione della Guardia di Finanza congiunta con l’Ispettorato territoriale del lavoro di Modena ha portato a scoprire un sistema di caporalato nelle campagne modenesi con sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita di manodopera, da parte di un soggetto di nazionalità pakistana ai danni di altri 8 connazionali.

Da quello che emerge dalle prime notizie siamo di fronte ad un vero e proprio sistema di sfruttamento del lavoro agricolo. Il caporale approfittava dello stato di bisogno e fragilità dei braccianti irregolari sul territorio italiano, talvolta interessandosi direttamente dell’ingresso dei cittadini stranieri in Italia e procurando loro vitto e alloggio, in condizioni di sovraffollamento degradante, all’interno di un immobile fatiscente e appositamente adibito a dormitorio, che avrebbe base nelle campagne dell’Area Nord.
Le paghe corrisposte erano da fame, tra i 7 e gli 8 euro, anche per sette giorni su sette, senza diritto al riposo.

Nel rapporto della GdF emerge che i “lavoratori venivano occupati in svariate aziende agricole della provincia di Modena” e ci chiediamo quale sia la responsabilità e il coinvolgimento di queste aziende utilizzatrici che si sono rese complici di un sistema criminale e di sfruttamento. “A tale proposito la Flai chiede che sia fatta luce anche sulle responsabilità degli imprenditori conniventi, “E’ evidente che un sistema di questo tipo stia in piedi grazie alla complicità e alla spregiudicatezza di imprenditori che pensano di stare sul mercato comprimendo diritti e salari dei lavoratori” afferma la Flai Modena, che continua: “Chiediamo sia riconosciuto il permesso di soggiorno per gravi motivi di sfruttamento e che siano messi nella condizione di regolarizzare la propria posizione sul territorio italiano”.

Il sindacato Flai Cgil è impegnato da tempo nel controllo delle campagne modenesi e nel dare assistenza ai braccianti, soprattutto nei mesi estivi con le Brigate del Lavoro, con un’attività che punta informare sui diritti e regolarità dei contratti, presidiando il territorio e attuando una sorta di deterrenza verso pratiche scorrette.

Per la Flai Modena: “Per contrastare il caporalato bisogna operare su tre versanti: la prevenzione di questi fenomeni attraverso maggiori controlli, la vigilanza e il contrasto attraverso la formazione di personale ispettivo, l’istituzione di un presidio costante del territorio e protezione e inclusione per le vittime di sfruttamento lavorativo”.

Nella nota la Flai continua il suo vademecum di priorità: “Vanno valorizzati strumenti come la Rete del lavoro agricolo di qualità per promuovere la cultura del lavoro regolareprevenire lo sfruttamento, favorire la formazione costante della manodopera, migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei braccianti. Organismi di questo tipo, costituiti su tutto il territorio nazionale, non devono rimanere solo di facciata”.

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