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Reggio Emilia, firmato l’accordo con Inalca che scongiura i licenziamenti. I sindacati: Vertenza durissima, ma raggiunto un punto di equilibrio

Reggio Emilia, firmato l’accordo con Inalca che scongiura i licenziamenti. I sindacati: Vertenza durissima, ma raggiunto un punto di equilibrio

Dopo un anno difficile per lavoratori e lavoratrici dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia – distrutto da un incendio lo scorso febbraio – e dopo lo spettro degli esuberi emerso all’improvviso il mese scorso, è stato messo nero su bianco un accordo che scongiura licenziamenti unilaterali. Una prima intesa era stata raggiunta già qualche settimana fa, durante un’incontro tra Inalca e organizzazioni sindacali, alla presenza tra gli altri dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia.

L’accordo che mette in sicurezza il futuro di lavoratrici e lavoratori è stato sottoscritto da sindacati e azienda il 6 febbraio presso l’assessorato al Lavoro emiliano e – si legge in una nota di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil regionali – “rappresenta un punto estremamente significativo di prima attestazione della vertenza in atto da un anno, a seguito dell’incendio dello stabilimento di via due canali a Reggio Emilia”.

L’accordo prevede, in sintesi: la proroga di sei mesi della Cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 9 agosto 2026 (allo momento alla verifica del ministero del Lavoro, che ha comunque comunicato la sussistenza dei requisiti); la proroga dei trattamenti già in essere nei primi dodici mesi durante il nuovo periodo di Cassa integrazione; l’impegno dell’azienda a ricollocare presso i propri stabilimenti industriali 82 lavoratori (32 tra Pegognaga e Piacenza, 50 sui siti del comprensorio modenese) sui 164 in forza attualmente entro il termine della proroga della Cassa integrazione.

I lavoratori manterranno la medesima retribuzione percepita, lo stesso Contratto nazionale applicato, lo stesso inquadramento e l’anzianità pregressa al fine di tutti gli istituti, sia sul piano contrattuale che giuridico. Fino al 31 agosto del 2027, inoltre, Inalca si farà carico di tutti gli oneri di trasporto dei lavoratori secondo le modalità collettive già attualmente in essere.

“La procedura di licenziamento collettivo – si legge in una nota diramata ieri da Fai, Flai e Uila – si chiude sulla base del criterio esclusivo della non opposizione del lavoratore (cosiddetta volontarietà), criterio in forza del quale l’azienda non potrà procedere a licenziamenti unilaterali che non incontrino il benestare dei lavoratori interessati. Per i lavoratori che accetteranno il licenziamento sono previsti incentivi che vanno dalle 11,60 alle 12,89 mensilità nette di retribuzione a titolo di incentivo all’esodo e percorsi finanziati da Inalca verso il cosiddetto outplacement (mappatura della professionalità e servizio individuale di riqualificazione professionale, finalizzati alla ricollocazione presso aziende terze con contratto a tempo indeterminato)”.

“Abbiamo ottenuto un punto di equilibrio in una situazione oggettivamente complicatissima perché impediamo i licenziamenti unilaterali e perché disegniamo percorsi all’interno dei quali ogni lavoratore, crediamo, possa trovare una prospettiva nella quale collocarsi, sapendo che stiamo parlando di una procedura di licenziamento e di un accordo difensivo rispetto a questa dimensione – dichiarano Fai, Flai e Uila -. Per cui nessun trionfalismo che sarebbe fuori luogo, ma anche la consapevolezza di avere ben operato visto il voto positivo unanime dei lavoratori che lunedì sera hanno riempito la sala nella quale abbiamo tenuto l’assemblea. Fare quello che si dice, semplicemente, paga”.

“Valutiamo positivamente ogni intervento teso a creare proposte occupazionali sul territorio reggiano per i lavoratori ‘in esubero’, sia nelle aziende con le quali stiamo interloquendo direttamente (all’interno del settore alimentare) sia per l’iniziativa del sindaco di Reggio Emilia per la costituzione di un tavolo provinciale che metta assieme organizzazioni sindacali e parti datoriali per questo comune obiettivo – concludono i sindacati -. Alle istituzioni locali e regionali che hanno accompagnato questa durissima vertenza va il nostro ringraziamento, ed in particolare all’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia per il ruolo svolto”.

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