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La Flai guarda la luna, non il dito. Lo sfruttamento in agricoltura diventa priorità istituzionale

La Flai guarda la luna, non il dito. Lo sfruttamento in agricoltura diventa priorità istituzionale

Il 5 febbraio a Siena, la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato ha audito la Flai Cgil sulle condizioni di lavoro in Italia.
Un grande traguardo raggiunto dopo l’intervento delle Brigate del Lavoro della Flai Cgil
«Il lavoro della Commissione parlamentare e dei Prefetti è per noi un primo successo in difesa di lavoratori e lavoratrici del settore – dichiarano Andrea Biagianti, segretario Flai Cgil Siena e Paolo Rossi, segretario Flai Cgil Grosseto, che continuano: “Adesso chiediamo alle istituzioni concretezza e rapidità, perché la repressione da sola non basta: servono strumenti di prevenzione per creare legalità a favore di una manodopera essenziale al settore.”

Nei giorni della campagna, organizzata dal 29 settembre al 3 ottobre tra le campagne di Siena e Grosseto, le Brigate, composte da sindacalist*, attivist* e mediator* culturali hanno incontrato in soli tre giorni oltre 1200 lavoratori, soprattutto provenienti dal Bangladesh che escono quando la mattina è buia, per ritrovarsi in punti di raccolta, smistati in furgoni e condotti verso vigne e oliveti.

Durante l’audizione la Flai ha presentato i dati drammatici raccolti dalle Brigate del Lavoro: centinaia di lavoratori incontrati all’alba tra la Valdichiana senese e il versante grossetano dell’Amiata. Pagati pochi euro l’ora da aziende senza terra che non hanno superficie agricola e struttura imprenditoriale ma si occupano solo di smistare manovalanza. Come compenso questi lavoratori ricevono buste paga falsate, importi girati da una carta ricaricabile all’altra e che variano in base a gerarchie, conoscenza della lingua, capacità di guida, ordine di arrivo in Italia, rivelando un sistema di sfruttamento capillare che si maschera di una finta legalità.

L’impegno delle Brigate ha smascherato uno sfruttamento non episodico ma sistemico che danneggia la reputazione del territorio e crea concorrenza sleale tra le aziende committenti, penalizzando chi rispetta le regole. Le denunce della Flai hanno già prodotto risultati concreti, come il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto Siena-Grosseto che ha varato una task force interprovinciale per intensificare i controlli coordinati. Il 5 febbraio, a Siena, un’altra grande conquista.

Gli obiettivi della Flai sono chiari: definire una checklist sugli appalti affinché le aziende committenti possano verificare la regolarità degli intermediari “senza terra”, notifica dei contratti all’ente bilaterale, sperimentazione di un collocamento pubblico per lavoratori stranieri, piena attuazione alla legge 199/2016, istituzione, in tutte le province, di sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità, definire indici di coerenza capaci di verificare la corrispondenza tra le ore o giornate di lavoro dichiarate con la reale capacità produttiva dell’azienda, trasporti dedicati e politiche dell’abitare concrete e lungimiranti. 

“La dignità del lavoro agricolo non è negoziabile – chiudono Biagianti e Rossi – Continueremo a denunciare, presidiare, proporre e lottare per un lavoro più giusto ed equo, per tutti i lavoratori e le lavoratrici”

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