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Puglia, sbloccati i fondi per potenziare la diga di Occhito. Flai e Alpaa: Opera importante, ma insufficiente a fronteggiare la siccità

Puglia, sbloccati i fondi per potenziare la diga di Occhito. Flai e Alpaa: Opera importante, ma insufficiente a fronteggiare la siccità

“Lo sblocco dei fondi destinati al completamento dell’interconnessione idrica tra la diga molisana del Liscione e la diga di Occhito in Puglia è da considerarsi un’opera importante per mitigare la crisi idrica del Tavoliere. Tuttavia, la crisi idrica è un’emergenza che riguarda l’intera Puglia e non può essere limitata al solo capoluogo foggiano”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Antonio Ligorio, segretario generale Flai Puglia, e Antonio Macchia, presidente Alpaa Puglia, commentando il finanziamento per il collegamento tra i due invasi, ribattezzato sui giornali come il “tubone”: 41 milioni di euro inseriti nella legge di Bilancio ora in discussione al Senato che saranno gestiti dal Commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica. A questi fondi si sommerebbero 100 milioni dal Fondo Investimenti della Presidenza del Consiglio e 23 milioni messi a disposizione dalla Regione Puglia.

“La crisi idrica ha assunto proporzioni drammatiche, e in molte aree della regione il suolo è ormai troppo secco per sostenere culture, allevamenti e persino l’approvvigionamento ordinario delle comunità – spiega Ligorio -. Il drammatico calo delle rese produttive si traduce direttamente in una drastica contrazione delle ore lavorate, portando a una perdita stimata di circa il 30% dell’occupazione nel comparto. Uno scenario, quindi, che alimenta la precarietà, la disoccupazione e l’impoverimento, con gravi ripercussioni sul tessuto sociale delle comunità rurali”.

“Gli effetti della crisi idrica colpiscono in particolar modo i piccoli produttori, che in Puglia rappresentano circa l’80% delle aziende agricole – aggiunge Macchia -. Occorre, quindi, intervenire con una Pianificazione Integrata: si devono promuovere investimenti urgenti nella manutenzione, ammodernamento e realizzazione di nuovi invasi e reti di distribuzione in tutto il territorio pugliese”.

“Le nostre constatazioni – sottolineano Ligorio e Macchia – ci portano a consigliare interventi strutturali urgenti atti, come il creare un sistema di accumulo ripartito sul territorio sotto i canali di scolo che sono distribuiti in tutto il territorio, ma sono in secca nei periodi siccitosi. Appare evidente quanto sia necessario e non più procrastinabile organizzarsi individuando azioni sistemiche e durature, con politiche infrastrutturali mirate soprattutto a raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi, ovvero nei casi sempre più frequenti di precipitazioni estreme come quelle di questi giorni e alluvioni.

“Solo una visione pubblica, partecipata e territoriale può affrontare questa sfida – chiosano il segretario Flai Puglia e il presidente dell’Alpaa regionale -. Serve un nuovo modello, che metta al centro la giustizia climatica, il bene comune dell’acqua e la dignità delle lavoratrici e lavoratori che garantiscono la tenuta del sistema agroalimentare”.

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