Un corteo di sana e robusta Costituzione. Flai sulla Via Maestra

Una giornata indimenticabile. Centinaia di migliaia di italiane e italiani di ogni età sfilano a difesa dei principi della Costituzione repubblicana. Un oceano tinto di rosso, con tante bandiere arcobaleno chiede di fermare le guerre, di bloccare il riarmo generalizzato, di rispettare il programma politico valoriale scritto sulla Carta. Per primo il lavoro, quello di cui tutte e tutti hanno bisogno, sicuro, giustamente pagato, tutelato.

E’ anche una festa di popolo quella cui dà vita chi percorre la via maestra. Passo dopo passo, canto dopo canto, giro di ballo dopo giro di ballo. E la gioia di esserci. Sono arrivati da ogni parte d’Italia, hanno preso treni, traghetti, pullman, hanno dormito poco o per niente. Ma l’appuntamento lo richiedeva. 

Partono gli applausi forti, convinti, anche un po’ commossi quando Alessandra Esposito, operaia e delegata Rsu del pastificio Garofalo di Gragnano in Campania, mamma di un bimbo di 15 mesi, dal palco di piazza San Giovanni dice: “Sono qui per le tante, troppo donne uccise dalla cultura del possesso. Sono qui per tutte le donne dell’Iran a cui vogliono togliere la voce e la libertà. Sono qui per tutte quelle donne che oggi non ci sono più”.

Si alternano gli interventi di tutte le realtà che hanno animato il cammino sulla via maestra, solo quelle associative sono più di cento. Piazza dei Partigiani e Piazza della Repubblica, luoghi quantomai simbolici sono ancora affollati mentre le teste dei cortei sono da tempo in San Giovanni. “Oggi non finisce la lotta per la Costituzione – è l’avviso ai naviganti di Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil – ma comincia, territorio per territorio, luogo per luogo, dove i diritti fondamentali li pratichiamo davvero: quello alla casa, al lavoro, alla salute, all’istruzione”. Un militante appoggiato alla sua bandiera rossa, un lavoratore oggi in pensione, ha un fremito. Parole simili, gli stessi concetti li aveva ascoltati molti anni fa da un segretario politico in una piazza piena come quella di oggi. Siamo solo all’inizio, la via maestra è un lungo percorso, ci sarà bisogno di tutta l’energia dei moltissimi giovani che hanno animato il corteo, accampati alla fine come succede qui ogni Primo Maggio.  

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