Dichiarazione di Giovanni Mininni, Segretario Generale Flai Cgil

Questa mattina presso il Viminale, il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, e il Presidente del Consiglio Nazionale di Anci, Enzo Bianco, insieme all’Osservatorio Agromafie e all’Osservatorio Placido Rizzotto hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e del caporalato.

“La sottoscrizione di questo Protocollo con il coinvolgimento del nostro Osservatorio Placido Rizzotto segna un passo importante nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura, rafforzando il concretizzarsi di quanto previsto nel “Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura” (2020-2022).

Particolarmente significativa, come riportato nell’Art. 2 del Protocollo, l’attivazione presso le Prefetture, nell’ambito dei Consigli Territoriali per l’immigrazione, di un tavolo permanente che rilevi i bisogni e le criticità a livello locale; una richiesta che avanziamo da tempo e che abbiamo posto con forza anche il 28 giugno alla Prefettura di Reggio Calabria.

Reputiamo che una spinta importante può arrivare dalla promozione dell’adesione alla Rete del lavoro agricolo di qualità, con l’attivazione di misure premianti per le imprese agricole. È una battaglia che portiamo avanti da anni e che, insieme al potenziamento delle Sezioni Territoriali della Rete, riteniamo possa essere uno strumento per porre fine all’intermediazione illecita di manodopera e favorire la trasparenza dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro a tutela di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del comparto agricolo, siano essi italiani o migranti”.

“Apprezziamo la maggiore attenzione data alle vittime dello sfruttamento attraverso l’attivazione di un meccanismo di Referral per la loro protezione, la presa in carico e il reinserimento socio-lavorativo. L’ausilio di mediatori culturali sul campo, in affiancamento agli Ispettori del lavoro, è un’altra misura di grande valore. I Comuni delle aree di maggiori criticità, dove sono presenti ghetti ed insediamenti rurali informali, sono chiamati a svolgere un ruolo di fondamentale importanza affinché si trovino soluzioni abitative dignitose per i lavoratori agricoli.

“L’Osservatorio Placido Rizzotto, continuerà a dare il suo contributo con dati, storie, analisi e mappature del fenomeno dello sfruttamento e caporalato in agricoltura, attraverso il presidio e l‘azione nei territori per la pubblicazione del Rapporto agromafie e caporalato che sempre di più dovrà essere uno strumento di indagine e analisi dei fenomeni di illegalità nel settore primario, ma anche uno strumento di riscatto per affermare la legalità in questo importante settore produttivo”.