“Prima la misura cautelare degli arresti domiciliari per il Sindaco Mimmo Lucano e adesso la decisione del Viminale di mettere uno stop al progetto Sprar di Riace: ci sembra veramente troppo, un uso delle regole che distorce le ragioni della convivenza civile, dell’accoglienza e del buon senso”. Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil.
“Crediamo ogni giorno di più che a Riace nel corso degli anni si sia affermato un modello che prima si è imbattuto in storture burocratiche e oggi non è funzionale all’unica politica portata avanti da questo Governo. Una politica che usa il tema dei migranti per generare assurde paure, invocare emergenze inesistenti e distogliere così l’attenzione delle persone dai veri problemi del paese, dalla manovra economica al tema della legalità (che non riguarda i migranti), all’occupazione che non c’è e che non verrà di certo creata dal reddito di cittadinanza”.
“L’aggressione così virulenta a Riace – prosegue Ivana Galli – che passa sulla pelle di donne e uomini – dal sindaco ai migranti che ora dovrebbero lasciare il Comune – è un’aggressione a tutti noi, al modello della nostra democrazia e della nostra società. Tutto questo non è da sottovalutare ed è necessario far sentire in tutti i luoghi la nostra voce e il nostro dissenso”.