Operaio muore nello zuccherificio di Brindisi. Flai Cgil: Una strage con responsabilità politiche precise

Vincenzo Valente, 46 anni, stava lavorando per una ditta esterna alla manutenzione del nastro dell’impianto dello zuccherificio di Brindisi, quando ha subito l’amputazione del braccio ed è morto a causa della grave emorragia. La dinamica dell’incidente è ancora in via di accertamento. L’incidente è accaduto dopo la mezzanotte di oggi. A dare l’allarme sono stati i colleghi, ma all’arrivo dei soccorsi per il lavoratore non c’era più nulla da fare.

“Un’altra vittima. Un altro lavoratore in appalto che perde la vita fatto a pezzi da una macchina. Un’altra indagine per appurare dinamica e responsabilità. Per fermare questa strage va agita la prevenzione e va applicata la legge 81 sulla sicurezza sul lavoro, anche dove consente ai lavoratori di rifiutarsi di mettere in pericolo la propria vita, senza per questo essere punibili” dichiara Andrea Gambillara, segretario nazionale Flai Cgil.

“Siamo stati come Flai proprio nei giorni scorsi ad un incontro pubblico con tutte le istituzioni in Puglia, quello che sta accadendo nei luoghi di lavoro è una vera e propria tragedia che ha responsabilità precise” aggiunge Silvia Spera, segretaria nazionale Flai Cgil responsabile Salute e sicurezza.

“I datori di lavoro non ritengono necessario investire sulla sicurezza e la vita dei lavoratori e lavoratrici, che vale meno di qualsiasi altra cosa. Ci sono responsabilità politiche precise, aver depotenziato in maniera sistematica tutti i sistemi di controllo pubblici e di prevenzione ha lasciato mano libera al libero mercato e alla competizione al ribasso dove la vita umana vale meno di zero – prosegue Spera -. Abbiamo una legislazione tra le migliori in Europa completamente disapplicata, avevamo una struttura pubblica di medicina del lavoro tra le più prestigiose d’Europa e si è lasciata morire tutto per favorire la competitività delle imprese sulla pelle di chi lavora per vivere. Una vergogna che ci riguarda tutti e ci chiama ad assumerci responsabilità e a reagire e lottare perché questa situazione inaccettabile cambi radicalmente”.

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