In ricordo di Paola Clemente, morta di fatica

Il 13 luglio del 2015 l’operaia agricola Paola Clemente moriva nelle campagne di Andria. Paola era un’operaia specializzata nell’acinellatura dell’uva, un lavoro estremamente importante che spesso si svolge in condizioni ambientali estreme: sotto dei teloni, quasi sempre in materiale sintetico, dove con il caldo intenso si arriva a superare anche i 50°. Si era svegliata alla 3 del mattino come ogni notte, per percorrere i 150 chilometri che la separavano dal suo paese al luogo di lavoro. Non ha più fatto ritorno a casa. È morta di fatica, di ritmi di lavoro vessatori, di sfruttamento. Questo ha provocato il malore di Paola, insieme al ritardo con il quale sono stati chiamati i soccorsi.

“Un’estate torrida che ricorderò per tutta la vita. Così come ricorderò sempre la telefonata dell’allora segretario regionale della Flai Puglia, Peppino De Leonardis, in cui mi raccontava di questo caso che stava già seguendo da giorni di una donna, una lavoratrice agricola pugliese, che era morta ma il fatto era stato derubricato a un malore, una morte naturale”. Così Giovanni Mininni, segretario generale Flai nazionale, lo scorso anno ai microfoni di Terra ricordava la tragica morte di Paola Clemente, sulla quale si è riusciti a fare luce solo grazie alle denunce della famiglia sostenuta dal sindacato. 

Sono trascorsi otto anni dalla morte di Paola ma “il suo ricordo vive ogni giorno nelle lotte della Cgil e della Flai in Puglia e in ogni parte d’Italia, in agricoltura come in tutti i settori, contro lo sfruttamento del lavoro e ogni forma di caporalato, praticato da pseudo imprenditori parassiti sociali che si nutrono della fatica di uomini e donne costrette da ricatto del reddito a lavorare in qualunque condizione. E che a volte pagano quella fatica e la totale assenza di rispetto delle regole al costo della vita. La tragica storia di Paola innerva la Legge 199 del 2016 contro lavoro nero e caporalato, ottenuta grazie alle battaglie del sindacato nel suo nome e che è ritenuta, dalla stessa magistratura, valido strumento di contrasto allo sfruttamento”. 

Nell’aprile scorso il Tribunale di Trani ha assolto Luigi Terrone, l’imprenditore agricolo titolare  dell’azienda proprietaria dei terreni su cui lavorava Paola. Era stato accusato di omicidio colposo aggravato dalla violazione della normativa a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro per la morte di Paola Clemente. Sempre a Trani è in corso un altro processo a carico di sei persone, referenti di un’agenzia interinale che forniva braccianti agli imprenditori agricoli, accusate di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il rischio è che giustizia non verrà fatta.

La Flai e Cgil Puglia oggi ricordano Paola con numerose iniziative su tutto il territorio regionale. Ma non sarà una semplice giornata commemorativa. Il suo sacrificio ha portato ad una legge importante, contro lo sfruttamento e il caporalato, e le iniziative messe in campo per oggi hanno al centro la dignità del lavoro e delle persone, il rispetto del contratto e dei diritti, la salute e la sicurezza sul lavoro, in un settore strategico come quello primario.

Sono migliaia i lavoratori e le lavoratrici vittime di sfruttamento, violazione dei diritti e sottosalario. Ed è una piaga cui si deve mettere fine una volta per tutte. 

Per Paola e per tutti quelli che hanno perso la vita sul lavoro.  

Valeria Cappucci

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