Ghetti e sfruttamento: la FLAI porta la vertenza braccianti al centro dell’agenda europea

Ghetti e sfruttamento: la FLAI porta la vertenza braccianti al centro dell’agenda europea

Ieri, la FLAI ha portato il cuore delle istituzioni europee dove i diritti umani sembrano essersi liquefatti. Accompagnata da una delegazione di parlamentari UE e dai rappresentanti dell’EFFAT, l’organizzazione sindacale ha condotto la Presidente della Commissione Occupazione e Affari Sociali (EMPL), Li Andersson, all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone.

La visita rappresenta l’esito di un lungo percorso politico e di una costante attività di denuncia promossa dalla FLAI per internazionalizzare la lotta contro lo sfruttamento agricolo in Italia, e in Europa.

Fuori dalla sala polifunzionale della FLAI, presidio di legalità al centro dell’insediamento, la pioggia trasforma i viottoli già fatiscenti in fiumi di fango. È in questo scenario di marginalità che la FLAI ha ribadito la necessità di un cambio di paradigma radicale nelle politiche migratorie. Secondo i sindacalisti e le sindacaliste presenti, non servono procedure di rimpatrio, ma reali processi di integrazione. L’obiettivo è restituire ai lavoratori di tutto il mondo un’Unione Europea fedele al progetto del secondo dopoguerra, sottraendola alle logiche di un sistema economico che fonda l’arricchimento di pochi sullo sfruttamento dei molti.

Il sindacato ha tracciato con forza le linee guida per un’alternativa strutturale: superamento dell’emergenza e abbandono della logica dei ghetti, creazione di un sistema di incrocio pubblico tra domanda e offerta di lavoro, strutturazione di un sistema ispettivo efficiente che espella dal mercato le imprese responsabili di concorrenza sleale e violazioni dei diritti.

La presenza di Li Andersson nella sala della FLAI assume un valore simbolico e politico altissimo. La “vergogna dei ghetti” è una ferita che può essere rimarginata solo attraverso un impegno concreto sui diritti della persona e del lavoratore. Per la FLAI, la strada è tracciata e non ammette alternative: la dignità del lavoro deve tornare a essere il pilastro della democrazia europea.

Visita delegazione parlamentari EU a Borgo Mezzanone



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