Flai nelle piazze del popolo dei lavoratori

La piazza del popolo dei lavoratori è piena di colori, il rosso della Cgil, il blu della Uil e un enorme arcobaleno della pace, perché la guerra cancella vite e diritti. Il lavoro è raccontato dalle sue protagoniste e dai suoi protagonisti, storie di sfruttamento, di precarietà, di mancate risposte a chi chiede giustizia sociale. Si fa silenzio quando si ricorda Anila, che aveva solo 26 anni ed è stata straziata da un macchinario. I numeri delle adesioni allo sciopero sono altissimi, persone in carne e ossa che rinunciano per un giorno al loro salario pur di partecipare e farsi sentire, con buona pace di un governo che per la prima volta nella storia repubblicana ha usato la precettazione per chiudere la bocca a chi paga le tasse, a chi con il proprio quotidiano impegno fa funzionare il paese, e adesso  ha detto basta. Tante piazze in Italia sono strapiene, da nord a sud, da Torino a Reggio Emilia, da Firenze a Palermo, da Milano a Catanzaro, come non succedeva da tempo. Molte scuole sono rimaste chiuse, gli studenti hanno partecipato in massa, giovani al fianco dei loro nonni pensionati, uniti in una lotta che non si ferma, perché il calendario è fitto di mobilitazioni. Servono risultati per migliorare i salari, per combattere la precarietà, per avere investimenti nella sanità, per impedire che questo governo porti l’Italia allo sbando. Da Roma arriva forte e chiaro il messaggio del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “Noi difendiamo l’interesse generale del paese”. C’è anche la musica in piazza, vecchi successi e nuove canzoni, che accompagnano una giornata speciale. 

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