Flai ad Assisi per alimentare pace e disarmo

“…ho deciso che diserterò”, alla fine di una splendida giornata di sole, mentre la sera cala veloce in uno dei giorni più ‘corti’ dell’anno, le parole del disertore di Boris Vian  avvolgono piazza San Francesco. La marcia Perugia Assisi sta per finire il suo cammino, un’edizione straordinaria per chiedere di cessare il fuoco in Medio Oriente, in Ucraina, negli altri teatri di guerra che insanguinano il pianeta. In occasione del 75° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (10 dicembre 1948), donne e uomini di ogni età e condizione sociale, intere famiglie, associazioni, studenti con i loro insegnanti, leader politici, l’Anpi, Emergency, Legambiente, la Flai Cgil, la Cgil e tante altre realtà laiche e cristiane si ritrovano qui, a Santa Maria degli Angeli, per chiedere ai potenti della terra di essere ascoltati. Perché, come ha detto Jorge Bergoglio nel giorno dell’Immacolata, basterebbe non produrre armi per un anno per cancellare la fame nel mondo. Le Nazioni Unite parlano della Striscia di Gaza come dell’ “inferno sulla terra”, lì dove più di 2 milioni di esseri umani, al 99% civili, vengono bombardati ogni giorno da due mesi, da Assisi si alza ancora una volta un grido di pace, contro la follia della guerra che ferisce, mutila, uccide, devasta, togliendo ogni speranza di futuro per chi è costretto a subire così tanta violenza. Lo striscione della Flai, la categoria dell’agroindustria della Cgil, è un sintetico, efficace manifesto politico ‘Alimentiamo pace e disarmo’, su un fondo arcobaleno che, come sempre in queste occasioni, diventa il colore ufficiale della città di Assisi. La pace deve essere la nostra via maestra, come sancito dalla Costituzione repubblica, insieme al rispetto di un diritto internazionale mai come oggi diventato carta straccia. Le luci di un gigantesco albero addobbato per le festività fanno risaltare i cartelli con scritto ‘cessate  fuoco’, ‘pace subito’, ‘stop armi’, ‘diplomazia, non bombe’, in una luminosa domenica di dicembre che restituisce senso al Natale.

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