“La lettera-appello del 25 marzo, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed ai Ministri dell’Agricoltura, del Lavoro, dell’Interno, della Salute e del Sud sta continuando a raccogliere numerose adesioni. Spiccano le firme di Don Luigi Ciotti, Mimmo Lucano, Luigi Manconi, Roberto Saviano, OXFAM, MEDU, Terrelibere, ACLI Terra”. Lo dichiara Giovanni Mininni, segretario generale della FLAI CGIL nazionale, primo firmatario insieme a Fabio Ciconte, Direttore di Terra Onlus, della missiva per tutelare i migranti che lavorano nei campi.
“In queste ore – prosegue Mininni – stiamo continuando a ricevere il sostegno di tantissime realtà che esprimono la nostra stessa preoccupazione per le condizioni di migliaia di lavoratori stranieri impiegati in agricoltura. Con la lettera abbiamo chiesto un intervento immediato e concreto per tutelare la salute dei migranti costretti negli insediamenti rurali informali e nei ghetti. È una questione di sicurezza, oltre che di civiltà, perché i ghetti possono diventare dei focolai a causa delle pessime condizioni sanitarie in cui sono costretti a vivere. Ribadisco che non si deve lasciare indietro nessuno, men che mai gli ultimi, già sfruttati eppure così indispensabili dato che assicurano il rifornimento di frutta e di verdura a tutto il paese. Con la lettera-appello, divulgata sul quotidiano Avvenire il 27 marzo e sul Fatto Quotidiano il 1 aprile, abbiamo voluto inoltre mettere in luce la necessità di rafforzare le misure di contrasto al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura. Assume, di nuovo, carattere di urgenza una regolarizzazione per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità, come misura di giustizia e di salvaguardia dell’interesse nazionale. E la misura non può essere un ampliamento dell’utilizzo dei voucher, che avrebbe come risultato un’inaccettabile deregolamentazione del mercato del lavoro”.
“Flai Cgil e Terra Onlus – conclude Mininni – attraverso l’ampia partecipazione che sta raccogliendo la lettera-appello intendono esercitare una ulteriore pressione affinché si trovino i mezzi e le risorse per far fronte a questa emergenza sanitaria e di civiltà”