Basta sfruttamento nei campi

“In Calabria e non lontano da Rosarno, a San Calogero, ancora spari sui migranti ed ancora un morto, il giovane Sacko Soumaila di 29 anni e regolarmente soggiornante in Italia come i due suoi amici rimasti feriti. Questo fatto gravissimo deve suscitare preoccupazione e mantenere acceso il faro sulla condizione in cui vivono migliaia di lavoratori stranieri impiegati per lo più nel lavoro nei campi in condizioni disumane e di grave sfruttamento.”

Lo dichiarano in una nota congiunta i Segretari Generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Onofrio Rota, Ivana Galli e Stefano Mantegazza.

“Nel ribadire la condanna per quanto avvenuto, confidando che quanto prima siano consegnati alla giustizia i responsabili dell’aggressione e dell’omicidio, esprimiamo forte preoccupazione ed invitiamo le istituzioni tutte a vigilare e arginare qualsiasi ulteriore forma di intolleranza e aggressione ai danni dei migranti. Da tempo come organizzazioni sindacali denunciamo le condizioni di vita e di lavoro alle quali sono costretti a sottostare ancora oggi lavoratori e lavoratrici stranieri, nonostante gli importanti risultati legislativi conseguiti per contrastare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento. Paghe di pochi euro l’ora, assenza di contratti, lavoro nero, ricatti, a questo si aggiunga la mancanza di politiche di accoglienza e di integrazione realmente efficaci. Tutto questo non è più tollerabile. Crediamo che dal lavoro, da una giusta e legale retribuzione e da condizioni umane di accoglienza sia necessario partire per dare risposte reali ai bisogni di tutti”.

“E’ indispensabile che le istituzioni provvedano al più presto ad istituire in Calabria la Cabina di regia della Rete del lavoro di qualità, attivando le sezioni territoriali, secondo il percorso avviato a Foggia, con le parti sociali affinché, oltre al contrasto del lavoro nero, vengano assunte le decisioni più opportune. Ci auguriamo inoltre – concludono i segretari generali – che, in seguito a questi accadimenti, tutte le parti negoziali siano richiamate ad una maggiore responsabilità per un rapido rinnovo del contratto degli operai agricoli.”