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25 giugno Bari – STOP CAPORALATO

È stata indetta per sabato 25 giugno a Bari la manifestazione unitaria per accelerare l’approvazione del ddl 2217 con i nostri emendamenti e chiedere lo sblocco dei negoziati sui CPL.

Il ddl 2217 è fermo da febbraio in Senato e, nonostante le rassicurazioni del Governo, si aprirà la stagione delle campagne di raccolta dell’estate 2016 senza un provvedimento in grado di contrastare efficacemente il grave fenomeno del caporalato e dello sfruttamento.

Inoltre, è necessario incalzare le associazioni datoriali affinché vengano sbloccati i tavoli per i rinnovi dei CPL, ormai non più rinviabili.

Per questi motivi Fai Flai e Uila saranno in piazza il 25 giugno a Bari.

Il concentramento dei manifestanti è previsto per le ore 9.00 in Piazza Massari, da dove alle ore 9.30 partirà il corteo che percorrerà Corso Vittorio Emanuele, Via Quintino Sella, Via Putignani, per giungere in Piazza Fiume ove si svolgerà il comizio conclusivo al quale interverranno i Segretari Generali Nazionali di FLAI FAI UILA.

 

Comunicato unitario 

Manifestazione nazionale Fai-Flai-Uila: Caporalato stop, lavoro di qualità

Oltre 10.000 braccianti saranno in piazza, Sabato 25 giugno a Bari, per dire no al caporalato, allo sfruttamento del lavoro in agricoltura e per il rinnovo dei contratti provinciali di lavoro. La manifestazione nazionale vedrà unite le bandiere di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil in un corteo che partirà alle 9,30 da Piazza Massari fino a Piazza Fiume, dove si svolgerà il comizio finale dei Segretari Generali delle tre Federazioni sindacali di categoria. È prevista anche la diretta streaming dell’evento.

“Con questa grande mobilitazione – affermano Luigi Sbarra, Ivana Galli e Stefano Mantegazza – intendiamo rilanciare le nostre proposte e chiedere a Governo e Parlamento di accelerare l’approvazione del Ddl 2217 contro il caporalato. Il tempo degli annunci è finito: il governo individui una corsia preferenziale per il provvedimento o con la nuova stagione di raccolta ci troveremo presto a fare i conti con nuove vittime del lavoro nero. Per combattere questa ignobile piaga sociale, servono, infatti, una stretta sul versante penale e maggiori ispezioni, ma anche maggiore coinvolgimento attivo delle parti sociali per innalzare la qualità del lavoro agricolo”.

“Anche sui voucher – aggiungono i segretari generali di Fai, Flai e Uila – chiediamo al governo di ripensare le sue scelte. Gli ultimi dati sull’occupazione mostrano, infatti, che l’unico segmento in crescita esponenziale è proprio quello relativo a questo strumento, utilizzato sempre più per aggirare i contratti di lavoro anziché per far emergere quello irregolare. Purtroppo, anche le ultime proposte del governo, al contrario di quanto annunciato e riportato dai media, accresceranno gli abusi nel settore agricolo, anziché ridurli. Per questo chiediamo al governo di cambiare rotta”.

“Infine – concludono Sbarra, Galli e Mantegazza – La manifestazione nazionale ha anche la finalità di incalzare le associazioni datoriali a chiudere, presto e bene, i negoziati sui Contratti provinciali del lavoro, scaduti ormai da troppo tempo. Sono oltre un milione i lavoratori che attendono questi rinnovi e non vi è più alcuna giustificazione agli attuali ritardi”.

 

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