Latina con la sua architettura delle città del duce è la provincia di quell’agropontino, grande area fertile del Lazio, una delle più grandi del Paese e da cui provengono le primizie che arrivano sulle tavole. Queste terre fertili sono oggi coltivate quasi prevalentemente da manodopera indiana proveniente dall’area del Punjab. Si coltiva nei campi e nelle serre, si allevano le famose bufale e se ne lavora il latte, da Cisterna a Gaeta, Fondi, passando per Sabaudia e Terracina.

La comunità indiana dell’agropontino, dedita ad agricoltura e allevamento, è formata da circa 30 mila persone, per lo più sono interi nuclei familiari, con tanti bambini che animano le scuole della provincia. I lavoratori, come denunciato da anni dal sindacato e dagli stessi lavoratori, sono troppo spesso soggetti a condizioni di lavoro sfruttato, sottopagato, con ingaggi da caporali che non risparmiano ricatti e intimidazioni.

A Latina il 21 ottobre questi lavoratori insieme ai sindacati di categoria (Flai, Fai, Uila) e confederali, si sono ritrovati in piazza della Libertà per una grande manifestazione di protesta contro inaccettabili condizioni di lavoro e per dire basta a violenza e sfruttamento, all’indomani di un gravissimo episodio accaduto a Terracina, dove un padrone incitava i lavoratori a svolgere le proprie mansioni a colpi di fucile sparati in aria vicino ai lavoratori o spingendo l’arma direttamente sui corpi.

È scattata la denuncia e l’arresto, ma non basta, tutti hanno ritenuto necessario manifestare pubblicamente indignazione e preoccupazione e chiedere azioni concrete affinché simili episodi non si ripetano. Le richieste sono state avanzate anche al Prefetto che ha ricevuto una delegazione di lavoratori, rappresentanti del sindacato e della comunità indiana. Durante la manifestazione sono intervenuti i lavoratori e i rappresentanti della comunità indiana, i segretari nazionali di Fai, Flai e Uila, i rappresentanti regionali e territoriali dei sindacati che quotidianamente sono al fianco dei lavoratori, ma anche rappresentati delle associazioni come il sociologo Marco Omizzolo di InMigrazione.

Per la Flai Cgil nazionale è intervenuto dalla piazza il neo segretario nazionale Davide Fiatti, che ha esortato a reagire tutti insieme: “Non è più possibile tollerare lo sfruttamento, sia degli immigrati che degli italiani. Le regole vanno rispettate. Andiamo avanti. Tutti insieme!”. Ed ha aggiunto, “le leggi ci sono, servono più controlli. Il Prefetto ci ha chiesto di fare rete, ma se le rappresentanze datoriali dell’agricoltura non si impegnano e collaborano è tutto più complicato”.

Presenti e parte attiva dell’organizzazione della piazza il Segretario Flai Cgil del Lazio, Giuseppe Cappucci; Alfredo Cocorocchio e Stefano Morea della segreteria Flai Cgil territoriale; Laura Hardeep della Flai Latina; Robero Iovino, Segretario Cgil Roma e Lazio; Anselmo Briganti, Segretario della Cgil di Latina.

Giuseppe Cappucci nel valutare positivamente la ripresa del rapporto unitario sul territorio di Latina, ha sottolineato che “la lotta contro il caporalato e lo sfruttamento ai danni di lavoratori stranieri e non solo, non si ferma qui. Siamo soddisfatti di questa giornata e dell’apertura finalmente del tavolo della Sezione territoriale delle Rete del lavoro agricolo; un percorso che ci auguriamo si attivi quanto prima anche nelle province di Viterbo e Frosinone in attesa della prima convocazione del tavolo anche a Roma. Inoltre continuiamo a chiedere sul Lazio l’applicazione del Protocollo regionale e della Legge regionale approvata l’8 agosto per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura”.

Ricordiamo che sempre a Latina e sempre in Piazza della Libertà, i lavoratori indiani si ritrovarono il 18 aprile 2016 per il primo sciopero dei lavoratori indiani, organizzato dalla sola Flai Cgil. Allora, in una piazza stracolma e colorata di rosso, le richieste erano una giusta paga e stop al caporalato. Ad ottobre di quello stesso anno fu approvata la Legge 199/16 contro lo sfruttamento e il caporalato e oggi le richieste che vengono da lavoratori e sindacati sono quelle di vedere applicata la legge in tutte le sue parti, affinché la parte preventiva sia operativa ed efficace. Come ricordato da Stefano Morea, Segretario Flai Cgil Frosinone-Latina, “è necessario rendere operativa la Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità, è stata istituita ma di fatto non ha mai cominciato ad operare, ora è stata fissata una riunione per il 30 ottobre alla quale, come ci è stato detto in delegazione, parteciperà personalmente anche il Prefetto di Latina. Crediamo che questo sia un impegno da accogliere positivamente e andremo avanti con le nostre richieste”.

 

LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE

A. V.