Venerdì 24 gennaio i compagni della Flai Cgil di Viterbo erano in giro sul territorio per fare “sindacato di strada”, l’attività volta ad informare i lavoratori incontrandoli direttamente quando vanno o tornano da lavoro, in particolare dal lavoro nei campi. Una attività che la Flai svolge costantemente, ma che evidentemente dà fastidio perché i sindacalisti della Flai, Marco Nati, segretario generale, e Massimiliano Venanzi, segretario organizzativo sono stati aggrediti verbalmente in un modo molto violento, con frasi pesanti e intimidatorie da sei/sette persone scese da alcune macchine; stesse minacce anche per un giornalista di Tusciaweb, Daniele Camilli, presente per documentare l’attività del sindacato di strada. Ad evitare che l’aggressione degenerasse, la presenza di alcuni agenti della Digos, informati del volantinaggio in corso.

L’episodio si è consumato nel tardo pomeriggio nelle campagne di Castel d’Asso, strada Montarone, nel comune di Viterbo, mentre venivano distribuiti ai lavoratori di ritorno dai campi materiali informativi sulla disoccupazione agricola, qualche gadget utile a percorrere a piedi o in bicicletta le strade, come gubbini catarifrangenti, guanti, sciarpe.

“Avevamo deciso di fare un volantinaggio per informare i lavoratori, i braccianti agricoli sui loro diritti. Ci siamo messi a un incrocio e abbiamo iniziato l’iniziativa – racconta il segretario della Flai Cgil Marco Nati – a un certo punto sono arrivate delle macchine e sono scese delle persone e con voci molto alterate ci hanno detto di andare via. Continueremo con il nostro impegno, la nostra lotta per i diritti dei lavoratori”.

È evidente che i diritti e l’informazione fanno ancora paura, soprattutto se vanno ad incrociare settori, come quello agricolo, in cui spesso l’illegalità, sotto forma di caporalato e sfruttamento, colpisce i lavoratori.

 

A. V.