Nell’ambito dell’appuntamento leccese delle Giornate del Lavoro 2019, si è svolto un dibattito che ha visto protagoniste le categorie della Flai, Filcams, Filt, Fillea e Nidil, che hanno portato sul palco del Teatro Apollo dieci testimonianze che hanno approfondito il tema lanciato nel titolo: La ricomposizione del Lavoro con la contrattazione. Diritti, Legalità, Inclusione.

Per la Flai Cgil sono intervenuti Antonio Gagliardi, Segretario Generale Flai Puglia e Uber Franciosi, Segretario Generale Flai Emilia Romagna.

Antonio Gagliardi, dopo aver descritto un quadro generale su caporalato e sfruttamento in Puglia, facendo anche un bilancio sulla Legge 199/16, ha descritto quella che possiamo definire una buona pratica contro lo sfruttamento, si tratta del progetto “Senza Caronte”.

Il progetto della Flai Cgil è partito il 31 luglio e ha coinvolto via via sempre un maggior numero di lavoratori, iniziando dai lavoratori presenti a Casa Sankara, attraverso l’utilizzo dei trasporti pubblici messi a disposizione dalla Provincia di Foggia.

I lavoratori si sono recati presso le aziende di Caruso Fabio e la Fara Giardino di Poggio Imperiale, due pionieri che hanno deciso di partecipare a questa sperimentazione, che sta dimostrando una alternativa vera al caporalato.

Il progetto è finalizzato fondamentalmente a spingere l’incontro tra domanda ed offerta nei luoghi deputati e cioè nei centri per l’impiego, e fornire strumenti esistenti per permettere all’azienda di ottimizzare quei processi burocratici che pesano nell’organizzazione del lavoro. Inoltre, agendo sul sistema dei trasporti, si toglie un grande potere ai caporali e alla loro capacità di tenere sotto ricatto i lavoratori.

Uber Franciosi ha concentrato il proprio intervento sul tema degli appalti e delle false cooperative. Negli ultimi anni, in particolare dal 2016 fino all’anno 2019, l’Emilia Romagna è stata al centro di una serie di importanti vertenze, ricordiamo alcune tra le più importanti Castelfrigo e Italpizza. Lotte che hanno visto la Flai e la Cgil in prima linea e che hanno portato alla luce una serie di illegalità, sfruttamento dei lavoratori, condizioni di lavoro al limite. Un “nuovo caporalato” che si è sviluppato nella terra delle eccellenze alimentari, con il coinvolgimento delle cooperative o false cooperative e l’uso di appalti ed esternalizzazioni discutibili.

Tra le lotte intraprese – ha ricordato Franciosi – c’è anche la vertenza Italpizza e il raggiungimento di un importante accordo a fine luglio. L’accordo quadro consiste in un percorso di reinquadramento contrattuale dei lavoratori in un periodo nel quale Italpizza garantisce la stabilità produttiva e occupazionale del sito di San Donnino. Per i quasi 600 addetti della cooperativa appaltatrice Evologica addetti alla produzione, sono previsti due aumenti retributivi intermedi dal 1° gennaio 2020 e dal 1° gennaio 2021, per arrivare, il 1° gennaio 2021, all’internalizzazione dell’appalto e all’assunzione diretta da parte di Italpizza con l’applicazione del contratto nazionale dell’Industria alimentare. Per i 245 lavoratori della cooperativa appaltatrice Cofamo si apre invece un confronto specifico fino al 31 dicembre prossimo per definire le corrette applicazioni contrattuali.

Entrambe le testimonianze hanno voluto mostrare il contributo della contrattazione nel ricomporre il mondo del lavoro e nel garantire diritti e tutele nel segno dell’inclusività.

 

A.V.

 

LE FOTO DELL’INIZIATIVA

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