Stornara, muore lavoratore agricolo, Flai Cgil: “Fermiamo la strage”

Gagliardi: “Nel 2023 in Puglia 2.224 denunce di infortunio e 16 incidenti mortali in agricoltura. Poche le ispezioni e nel 56% dei casi sono state riscontrate irregolarità” 

“L’infortunio mortale di Francesco Albanese, che ha perso la vita a soli 23 anni mentre lavorava in un fondo agricolo nella zona di Stornara, nel foggiano, impegnato nella realizzazione di uno scavo per condotte irrigue, ha drammaticamente evidenziato come il tema della sicurezza riguardi qualsiasi settore. E che l’attenzione delle istituzioni non può essere a traino solo di eventi tragici quale il crollo nel cantiere di Firenze”. È quanto afferma il segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi, che ricorda come “nel 2023 vi sono state nella nostra regione 2.224 denunce di infortuni nel settore agricolo, una media di 6 al giorno. E che gli incidenti mortali sono stati 16”.

In un Paese come l’Italia dove per oltre 4 milioni di imprese, le ispezioni nel 2022 sono state 63mila, e di queste solo 16mila in materia di sicurezza: “Sul totale solo il 7% dei controlli ha interessato l’agricoltura”, sottolinea Gagliardi citando i dati del rapporto dell’Ispettorato nazionale del lavoro. “La media delle irregolarità riscontrate in Puglia è del 68% tra tutti i settori, del 56% in agricoltura. Che per un’impresa, considerata la remota possibilità di ricevere un’ispezione, l’impunità è quasi una regola, soprattutto per quelle – e sono tante – che considerano la sicurezza e il rispetto di tutte le norme un costo”.

Un settore, quello primario, più esposto soprattutto a causa “dei livelli di sfruttamento e di ricorso a grigio e nero che lo caratterizzano. Un lavoratore in queste condizioni non ha la possibilità di esigere rispetto della salute e della sicurezza. Non si ha rispetto della vita umana, della persona, prima ancora che delle leggi”, denuncia il segretario della Flai Puglia.

Non sembra essere il caso dell’operaio che ha perso la vita a Stornara, “ma resta da accertare il rispetto dei criteri di sicurezza con cui si stava eseguendo quell’opera di scavo. Da parte nostra non possiamo come sindacato che proseguire – anche grazie a progetti e bandi dell’Inail – con le nostre campagne di informazione e formazione dei lavoratori. Dal rispetto dei lavoratori e del lavoro passa la qualificazione di un settore strategico per la Puglia. Ma serve assieme un lavoro culturale con le aziende, che guardano alla sicurezza come a uno dei costi complessivi dell’impresa da comprimere per essere competitivi. In questi giorni caratterizzati dalle proteste dei trattori, abbiamo letto documenti in cui tra le rivendicazioni vi è anche la cancellazione della legge 199 contro caporalato e lavoro nero. Proteste evidentemente in alcuni casi strumentali, essendo quella norma una conquista di civiltà arrivata dopo la drammatica morte di Paola Clemente e di altri lavoratori nelle campagne pugliesi. Noi crediamo che le istituzioni debbano fare di più, dall’impianto normativo nazionale al potenziamento degli organici degli enti ispettivi, fino alla penalizzazione nell’accesso alle risorse pubbliche per le imprese che non rispettano norme”.

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