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Reggio Emilia, raggiunto un accordo con Inalca per evitare i licenziamenti. I sindacati: Passaggio importante e positivo

Reggio Emilia, raggiunto un accordo con Inalca per evitare i licenziamenti. I sindacati: Passaggio importante e positivo

Si apre uno spiraglio di speranza per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Inalca di Reggio Emilia, duramente colpiti dal maxi rogo del febbraio 2025. È stata infatti avanzata la richiesta di proroga della cassa integrazione per ulteriori sei mesi a fronte degli esuberi annunciati dalla proprietà lo scorso 8 gennaio. La richiesta sarà trasmessa al ministero del Lavoro sulla base dell’accordo quadro sottoscritto da Inalca, dalle organizzazioni sindacali confederali e da Federprima e Confindustria Emilia al termine del tavolo di salvaguardia occupazionale che si è tenuto venerdì scorso in Regione.

L’incontro si è svolto alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, del sindaco di Reggio Emilia Marco Massari e del presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, insieme ai rappresentanti di Inalca e di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, con il supporto delle rispettive strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo quadro condiviso tra le parti – come si legge in una nota diffusa da Fai, Flai e Uila – prevede i seguenti punti fondamentali:

1) richiesta di proroga della Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per cessazione per un ulteriore periodo di sei mesi a partire dal 10 febbraio 2026;

2) a fronte della concessione ministeriale della proroga della Cigs entro il 9 febbraio 2026, la procedura di licenziamento collettivo sarà conclusa con il criterio esclusivo della volontarietà del lavoratore;

3) durante l’eventuale periodo di proroga della Cigs, l’azienda si è impegnata a mantenere integralmente tutti i trattamenti economici e normativi in essere, così come definiti negli accordi sindacali precedentemente sottoscritti (indennità, trasporto, integrazione al reddito);

4) le parti si sono impegnate a definire entro il 5 febbraio 2026 le attribuzioni economiche (incentivi) connesse alla procedura di licenziamento collettivo;

5) nelle more della proroga della Cigs, un piano di ricollocazioni presso stabilimenti Inalca e/o altre aziende del gruppo, in coerenza con l’accordo regionale del 27 luglio 2025 (continuità di inquadramento contrattuale o livelli retributivi);

6) l’azienda ha dichiarato la disponibilità ad attivare un servizio di outplacement, condividendone modalità e percorsi con le organizzazioni sindacali, al fine di sostenere la ricollocazione esterna dei lavoratori su base individuale;

7) è stata inoltre confermata la possibilità di percorsi di ricollocazione collettiva presso aziende terze, anche attraverso l’utilizzo dell’istituto del distacco durante la Cigs, finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori coinvolti;

Fai, Flai e Uila, si legge ancora nel comunicato unitario, “giudicano l’incontro un passaggio importante e positivo, avendo delineato una cornice di interventi alternativi al licenziamento collettivo unilaterale precedentemente prospettato da Inalca. Rimangono tuttavia da definire in concreto tutti gli aspetti essenziali connessi alla vertenza in atto e che saranno affrontati a partire dal giorno 23 gennaio 2026 (punti 5-6-7)”.

“Resta centrale – chiosano le sigle confederali – l’impegno del sindacato a definire un punto di equilibrio complessivo nel quale ogni lavoratore e lavoratrice possa riconoscersi. La situazione rimane di estrema delicatezza rispetto ai processi concretamente in atto”.

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