Per gli arrivi previsti dal decreto flussi servono alloggi e contratti di lavoro veri

Appello della Flai Cgil Mantova per gli immigrati impegnati in agricoltura: “Chiediamo di vigilare per garantire loro condizioni stabili”

Il Ministero dell’Interno ha stabilito le quote del decreto flussi per tutte le province italiane, ossia il numero di lavoratori stranieri che in primavera arriveranno in base alle richieste delle parti datoriali. Complessivamente, tra stagionali e non stagionali, si tratta, per la provincia di Mantova, di 866 persone dei quali 285 lavoratori subordinati non stagionali e 581 stagionali. Per quanto riguarda il primo settore si tratta di lavoratori perlopiù destinati all’assistenza a persone (colf, badanti), mentre gli stagionali sono richiesti dal comparto agricolo. La Cgil, preso atto delle quote e della soddisfazione espressa mezzo stampa dalle associazioni datoriali delle categorie interessate, si pone alcune domande. “Innanzitutto – spiega Ivan Papazzoni, segretario della Flai Cgil Mantova – ci preoccupano i dati evidenziati dal rapporto ‘Ero Straniero’ che, attraverso un’analisi dei dati presenti sul sito del Ministero dell’Interno, evidenziano come, nel 2022 e fino ad agosto 2023, il rapporto tra le quote stabilite e i contratti effettivamente sottoscritti, con conseguente rilascio del permesso di soggiorno, è molto basso per i due anni”. In particolare il report sottolinea come il tasso di successo nel 2022 sia stato del 30% per il canale stagionale e del 26% per il canale non stagionale. Per il 2023, fino ad agosto, la percentuale del rapporto era del 5,21% per il canale stagionale e del 2,05% per il non stagionale. Se nelle province del Nord Italia la percentuale è del 33,33%, nel mezzogiorno scende al 12,33% e “questo significa – prosegue Papazzoni – che, in base ai dati del rapporto, soltanto una parte di lavoratrici e lavoratori che arrivano nel nostro Paese riesce a rendere stabile la propria posizione lavorativa e giuridica, ottenendo lavoro e documenti” mentre, come riporta il report ‘Ero straniero’, “la maggior parte, impiegata dalle aziende col solo nulla osta, una volta terminato tale impiego è destinata a scivolare in una condizione di irregolarità e quindi di estrema ricattabilità e precarietà”. Ricordiamo che la procedura prevista dal decreto flussi prevede, nell’ordine, l’invio della domanda, il rilascio del nulla osta, il rilascio del visto, l’ingresso in Italia, la sottoscrizione del contratto di soggiorno e il rilascio del permesso di soggiorno. “Prendiamo atto – aggiunge Papazzoni – dei numeri diffusi dal Ministero per il decreto flussi e della soddisfazione manifestata dalle associazioni datoriali, ma come sindacato chiediamo di vigilare sulla corretta applicazione dei contratti di categoria e sottolineiamo, comunque  l’esigenza di snellire e sveltire le pratiche per la regolarizzazione”. La Cgil  di Mantova si chiede anche se esista “un piano per la collocazione abitativa di queste persone che arriveranno e anche in base a quali criteri vengano selezionate”, sottolinea Papazzoni che auspica anche una piena applicazione dei progetti coordinati dalla Prefettura con l’obiettivo di promuovere l’autonomia e l’inclusione socio-lavorativa della popolazione immigrata.

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