Mantova, il furgone della Flai fra gli stagionali per impedire sfruttamento e caporalato

Dai meloni all’uva: mancano circa dieci giorni, poi inizierà la raccolta che andrà avanti fino all’autunno. E alla vigilia dell’impiego nel mantovano di oltre 7.500 lavoratori stagionali, è pronta una lista di più di cento migranti con tutte le carte in regola per essere assunti, così come previsto dal protocollo voluto dal pretetto Gerlando lorio per far incontrare domanda e offerta di lavoro regolare e prevenire sul nascere qualsiasi forma di sfruttamento, caporalato, occupazione in grigio o in nero. Così come è pronto l’ufficio mobile della Flai Cgil che, anche quest’anno, percorrerà la provincia “dove maggiore è la presenza di lavoratori stagionali in agricoltura – annuncia il segretario Ivan Papazzoni – per monitorare la situazione e intercettare eventuali problematiche relative all’applicazione dei contratti, alle paghe ma anche agli alloggi che, soprattutto per gli stranieri, spesso rappresentano un problema poiché sono difficili da trovare”.

Sono 7.558 i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati in provincia di Mantova. Di questi il 65%, 4.904, e di nazionalità straniera, sopratutto indiana, marocchina e moldava. A fornire i dati del lavoro stagionale nel mantovano è proprio la Flai, in base agli elenchi nominativi annuali dell’Inps, relativi al 2023, degli operai agricoli a tempo determinato. Lavoratori quindi in regola, che ogni anno, soprattutto in prossimità dei periodi di maggiore attività agricola per la raccolta di frutta e verdura, arrivano nella provincia.

“La Flai riprende l’attività di sindacato di strada – spiega Papazzoni – ci muoveremo con un furgone attrezzato ad ufficio, all’interno del quale sarà garantita la privacy per chi volesse segnalare situazioni problematiche e distribuiremo come sempre anche acqua e cappelli». Racconta il sindacalista che negli ultimi anni abbiamo assistito a un fiorire di aziende agricole con titolari stranieri e, a quanto ci risulta, sono molte quelle che non aderiscono ad alcuna associazione datoriale di categoria. Per questo motivo aumenteremo il livello di attenzione sull’applicazione corretta dei contratti collettivi nazionali di riferimento dei contratti provinciali dell’agricoltura.

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