L’Aquila, primo Protocollo d’intesa sulla rete del lavoro agricolo di qualità

Antonetti, Flai Cgil: “Un passo condiviso per combattere l’illegalità. Ora va messo in atto”

La Flai Cgil di L’Aquila esprime soddisfazione per il lavoro svolto da tutte le parti convocate al tavolo dal Prefetto che “ringraziamo”, tavolo che ha visto impegnati il Direttore regionale Inps, il Direttore dell’Ispettorato del lavoro dell’Aquila, il vicepresidente regionale assessore all’agricoltura, l’assessore al lavoro, oltre che i presidenti provinciali delle associazioni datoriali di Confagricoltura, Coldiretti e Conferderazione Italiana Agricoltori e le associazioni sindacali Flai Cgil L’Aquila, Cgil Provinciale dell’Aquila, Fai Cisl e Uila Uil. “Siamo convinti che questo Protocollo d’intesa, non a caso nato proprio nella provincia di L’Aquila, dove il Fucino gioca un ruolo da protagonista, sia all’avanguardia per la gestione della rete del lavoro agricolo di qualità – dichiara il segretario della Flai Luigi Antonetti – 108 aziende presenti sul territorio aquilano, di cui 80 del Fucino, hanno aderito alla stipula del protocollo. Tale accordo è un volano per poter prevenire il fenomeno del caporalato e del lavoro illegale. Siamo altrettanto convinti però che, dopo questa la firma, il protocollo vada messo in atto”.

Per la Flai “sono molti gli aspetti ancora da affrontare nel territorio del Fucino, in particolar modo il disagio sociale ed economico di molte lavoratrici e lavoratori braccianti agricoli. Le norme di sicurezza vanno analizzate attentamente, nello specifico i dispositivi individuali, che dovrebbero essere alla base di qualsiasi norma di sicurezza, spesso non vengono consegnati o comunque sono inadeguati alla mansione da svolgere, e c’è la necessità di rivedere gli orari di lavoro, in modo particolare nei periodi estivi di maggior caldo”.

“C’è bisogno di strutturare una rete che aiuti le lavoratrici e i lavoratori – sottolinea il segretario della Flai Cgil dell’Aquila – ormai integrati da anni nella comunità e nel territorio, che per giustizia sociale vogliono ricongiungersi alla propria famiglia di appartenenza, a trovare soluzioni alloggiative soddisfacenti, che corrispondano ai requisiti di legge. Inoltre è necessario adeguare il salario per permettere a queste famiglie di poter continuare il loro percorso di vita insieme. Non possiamo permettere che queste competenze emigrino in altre nazioni”.

“É giunto il momento di rinnovare anche il Contratto provinciale agricolo ad oggi in fase di stallo – conclude Antonetti – per dare maggiore sostenibilità economica e normativa al settore, che occupa un ruolo fondamentale nell’economia del territorio aquilano e di riflesso in quella regionale. Questo protocollo è il primo passo condiviso per combattere il fenomeno dell’illegalità e del caporalato, molta strada c’è ancora da fare, bisogna continuare a strutturare occasioni affinché la collaborazione tra le parti sedute al tavolo, che oggi hanno permesso la sottoscrizione di questo accordo, continuino a lavorare in sinergia per questo settore tanto importante per l’economia della provincia e della regione, e soprattutto per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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