La Sicilia brucia, le istituzioni non vadano in ferie

La Sicilia brucia, le istituzioni non vadano in ferie

Incendi: Mannino (Cgil) e Russo (Flai), governo regionale, inadempiente sul fronte della prevenzione e del governo del territorio, responsabile politico e morale del disastro

“L’incuria, il mancato governo del territorio, l’inadeguata azione di controllo e prevenzione agevolano l’azione dei criminali che appiccano gli incendi. E il governo regionale, in capo al quale ricadono queste inadempienze, è complice ed è responsabile politico e morale del disastro di queste ore”. Lo scrivono in una nota congiunta i segretari generali della Cgil e della Flai Sicilia, Alfio Mannino e Tonino Russo. “In questi giorni- rilevano- gli incendi hanno devastato boschi e territorio, hanno distrutto aziende agricole e zootecniche provocando anche la morte di molti animali e della fauna selvatica. Danni incalcolabili che metteranno in ginocchio questi settori”. “L’emergenza climatica- aggiungono- morde sempre di più ogni anno, gli effetti sono sempre più devastanti e il governo regionale trascina stancamente la sua iniziativa, nonostante il nostro continuo pressing per affrontare la situazione in maniera efficace e immediata. Di fatto oggi l’azione di prevenzione è più debole. L’organico dell’antincendio è quasi dimezzato– sottolineano- mancando circa 2.000 addetti. Scarseggiano i mezzi, mancano le manutenzioni, delle soluzioni tecnologicamente avanzate per i controlli, la prevenzione e l’intervento immediato si è solo parlato”. Per Mannino e Russo “si potrebbe cominciare subito con l’investire in tecnologie antincendio fondi del Pnrr.Per poi incardinare una discussione su riforma forestale e governo del territorio”. “Basta con gli annunci”, affermano i due sindacalisti, che fanno appello agli altri sindacati ai sindaci e alle associazioni datoriali “per un’azione congiunta”. “Quel che è chiaro- concludono Mannino e Russo- è che mentre la Sicilia brucia le sue istituzioni non possono andare in ferie. Bisogna convocare subito le commissioni parlamentari e l’assemblea regionale per intervenire con le riforme necessarie”.

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